Domenica, 26 Settembre 2021
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Correre attiva la stessa area del cervello della cannabis

Secondo gli scienziati dell'Università di Oxford, la sensazione di benessere successiva ad una corsa non è mediata dalle endorfine, ma dagli endocannabinoidi, gli analoghi del principio attivo della cannabis prodotti naturalmente dall'organismo

Concedersi un po' di tempo per correre fa bene al fisico e non solo, perché la sensazione di benessere riportata da chi è abituato a praticare questo tipo di attività fisica va appannaggio anche della mente che, proprio come il corpo, giova dei vantaggi di un'attività semplice e salutare.

Adesso, un nuovo studio sui topi dell'Università di Oxford, pubblicato su 'Proceedings of the National Academy of Sciences', ha dato una motivazione a tutto questo, stabilendo che dopo una corsa intensa, quel sentirsi bene con se stessi, senza più ansia o stress, è legato ad un effetto sul cervello simile a quello successivo al consumo di marijuana. 

Secondo i ricercatori, la corsa attiva gli stessi recettori dei cannabinoidi, alleviando il dolore e facendo sentire meglio la persona, esito che ha ripreso i risultati di precedenti ricerche per le quali l'effetto 'anti-stress' della corsa era causato dagli alti livelli di beta-endorfine e ad un meccanismo simile a quello della morfina. 

Tuttavia, stando al nuovo studio, le endorfine sono troppo grandi per passare attraverso la barriera emato-encefalica e gli scienziati hanno sottolinato come sia più probabile che ad essere coinvolti siano i recettori dei cannabinoidi, cosa che, tra l'altro, già avviene per l'appetito o la sensazione del dolore. 

Sulla scorta di ricerche precedenti, allora, i ricercatori si sono concentrati su un'altra molecola rilevata nel sangue dei corridori, che, a differenza delle beta-endorfine, è abbastanza piccola da attraversare la barriera ematoencefalica, ovvero l'anandamide, una delle principali molecole prodotte dall'organismo che si legano agli stessi recettori dei neuroni e anche il principale principio attivo della cannabis.

Per giungere a queste conclusioni, Johannes Fuss e i suoi colleghi hanno fatto correre sulla ruota per circa 5 ore un gruppo di topi per poi sottoporli a test comportamentali e misurare i loro livelli di ansia e di sensibilità al dolore. Rispetto a un gruppo di controllo,  i topi corridori hanno mostrato di avere più alti livelli ematici di anandamide e di reagire in modo meno stressato nei test comportamentali.

Inoltre, un altro gruppo di topi che aveva corso, ma a cui era stato somministrato un farmaco che blocca i recettori cerebrali per gli endocannabinoidi, non ha goduto degli effetti benefici della corsa; lo stesso è avvenuto in un ultimo gruppo di topi modificati geneticamente in modo che i loro neuroni fossero privi dei recettori per gliendocannabinoidi, confermando così la correlazione tra anandamide, benessere e corsa.


 

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