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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Nelle creme antirughe c'è la speranza di curare il morbo di Parkinson

L’Università della California ha scoperto che la ‘chinetina’ contenuta nei prodotti ‘anti age’ può rivelarsi preziosa per combattere la degenerazione della malattia

Se qualche tempo fa uno studio della Harvard University e della University of East Anglia aveva provato che alimenti come mele, vino rosso, tè e cioccolato, ricchi di flavonoidi, proteggessero solo gli uomini dal morbo di Parkinson, -dato che per le donne non era stato appurato lo stesso beneficio-, adesso arriva un’altra scoperta che pareggia i conti, decretando che anche le creme antirughe possono aiutare a combattere le cause di questa malattia degenerativa.

L’Università della California a San Francisco, infatti, sostiene che un aiuto in tal senso sia possibile grazie ad un principio attivo presente in molte creme per il viso, la “chinetina”, un fitormone che rallenta, e in alcuni casi persino blocca, gli effetti del Parkinson sulle cellule cerebrali.

Pare che durante i primi momenti della patologia, che, partendo dai tremori iniziali, porta alla distruzione dei neuroni e alla demenza, avvenga la mutazione di una proteina, la PINK1, associata anche alla forma ereditaria di questo morbo, e proprio una forma di chinetina usata nei test dai ricercatori (la chinetina trifosfato o KTP) si è dimostrata in grado di stimolare l’attività di PINK1, bloccando la morte delle cellule del cervello.

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