Giovedì, 17 Giugno 2021
Donna

Santanchè, l'eleganza non fa rima con Hermès

La deputata del Pdl esibisce un look "spietato", pantaloni di pelle rossa e l'immancabile borsa Hermès

Daniela Santanchè a passeggio a Milano

Le ultime foto che ritraggono Daniela Santanchè a passeggio nel centro di Milano non possono essere definite una semplice paparazzata. La stravaganza di una foggia che considera l'abbigliamento il veicolo catalizzatore dell'attenzione altrui è l'esempio evidente di come, nel patinato mondo "vip-politico", spesso i fotografi "indiscreti" siano indirettamente esortati a svolgere il loro lavoro proprio da coloro che poi ostentano nelle immagini una mimica facciale scocciata o indifferente.

L'ultimo look da "tempo libero" scelto dalla deputata del Pdl ne è l'esempio: indossare la guaina di un pantalone rosso catarifrangente, aderente fino a svelare la forma "fisiologica" del corpo femminile, insieme a degli stivali da amazzone, un maglione in pendant color sangue e un bolerino di pelliccia significa uscire da casa con la ferma intenzione di essere squadrata e, trattandosi di un personaggio pubblico, di finire sulle pagine dei rotocalchi e dei siti on line.
Il cavallo di razza della scuderia berlusconiana si mostra sicura attraverso l'incedere di un passo deciso ed ostenta, anche in questa occasione, la propria interpretazione del concetto di eleganza.

Dalle ospitate in televisione alle vacanze in Costa Smeralda, dalle giornate in Parlamento ai soggiorni a Cortina, appare sempre azzimata come un bellissimo manichino da esposizione, sul quale ogni orpello ha l'intento di distrarre il passante per indurlo all'acquisto. Anche il tailleur più morigerato si arricchisce dello sberluccichio della chiazza brillante di un anello, lo chignon ordinato sembra fatto apposta per svelare orecchini degni del caveau di una banca, le collane indossate in spiaggia come in città ne esaltano lo stile, del quale fa parte anche la saltuaria esibizione del dito medio come rivendicazione di un personale bon ton.

Immancabile al suo braccio è la "Kelly" di Hermès, la costosissima borsa icona della maison francese che la deputata possiede in una decina di varianti, senza la quale ha confessato di "non sentirsi se stessa". Una sorta di amuleto garante di assoluta raffinatezza, grazie alla quale si sente evidentemente autorizzata ad indossare ciò che vuole restando immune da giudizi e critiche in fatto di buon gusto.

Ma l'eleganza, quella rara attitudine congenita che portò Hermès a dedicare una sua creazione alla Principessa Grace di Monaco, non può essere racchiusa in una una borsa, per quanto pregiata essa sia. Anzi, mostrare la convinzione che basti possedere un bene di lusso per avere un aspetto impeccabile produce l'effetto opposto di provare come la bizzarria e l'esagerazione possano arrivare al punto di offuscare (e compatire) anche l'oggetto più raffinato del mondo.   

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