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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Campagna shock: un feto in bottiglia contro l’alcol in gravidanza

‘Too Young To Drink’ è il nome dell’iniziativa promossa dall’ Eufasd per sensibilizzare la popolazione sul rischio di disordini feto-alcolici: immagini forti per scongiurare l’insana abitudine di assumere alcolici in gravidanza

La European Fasd Alliance, un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro registrata in Svezia, ha lanciato in 20 Paesi, tra cui l'Italia, la campagna-shock ‘Too young to drink’, diffondendo manifesti in cui compaiono feti in bottiglia.

L’iniziativa è partita dai dati allarmanti che dimostrano come l'esposizione all'alcol prima della nascita, nel grembo materno, causi conseguenze in circa 70 milioni di persone nel mondo, poiché due bambini su cento in Europa e uno su cento negli Stati Uniti soffrono di disordini feto-alcolici, ossia difetti, disturbi dell'apprendimento, problemi comportamentali e malattie mentali causate dall’abuso di alcolici della loro madre durante la gravidanza.

"Poiché a oggi non si conosce la quantità di alcol che si può consumare in gravidanza senza alcun rischio per il nascituro, il consiglio obbligato per le donne incinte e per quelle che cercano di avere un bambino è di non bere alcol", spiega Simona Pichini, ricercatrice dell'Istituto superiore di Sanità che, insieme al centro di alcologia del Policlinico Umberto I e all'Eufasd, promuove il terzo convegno europeo sulla Sindrome feto alcolica, in programma a Roma il 20 ottobre.

Su poster, manifesti e banner della campagna compaiono neonati immersi in differenti tipi di bevande alcoliche, dal vino alla birra passando per rum, vodka, whiskey e brandy, ma non solo: in video e cortometraggi, i genitori di bimbi affetti da tali disturbi parlano delle conseguenze dell'assunzione di alcol nei nove mesi sperando di convincere le donne in gravidanza a rinunciare.

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