Lunedì, 12 Aprile 2021

Depressione: arriva un test del sangue per diagnosticarla

Uno studio americano ha individuato nel plasma 9 molecole che, in determinate concentrazioni, indicano la presenza della patologia nei pazienti sottoposti ad un esame specifico

Che la ‘malattia del secolo’ abbia chiare origini genetiche e sia scritta quindi scritta nel dna è una scoperta fatta già tempo fa dai medici del Northwestern Medicine University e partendo proprio da questo assunto, è stato sviluppato un test del sangue per la diagnosi della depressione, frutto di un lavoro che sarà pubblicato sulla rivista 'Translational Psychiatry'.

Il metodo si basa sulla ricerca di alcune molecole che, in determinate concentrazioni, indicano la presenza della patologia e costituisce una potenziale svolta a lungo attesa dagli psichiatri di tutto il mondo che oggi, per poter fare diagnosi in tal senso, dispongono solo di questionari a cui sottoporre i pazienti interrogati sui sintomi. 

Il test è stato sviluppato da Eva Redei della Northwestern University Feinberg School of Medicine che ha selezionato un gruppo di molecole presenti in concentrazioni differenti e ben riconoscibili nel sangue dei depressi rispetto al sangue di individui non depressi: si tratta, in particolare, di nove molecole di Rna, una sostanza chimicamente molto simile al Dna che serve proprio a tradurre l'informazione genetica. 
Gli esperti hanno confrontato il sangue di 32 individui depressi e 32 soggetti non affetti da questa patologia ed è emerso che questi 9 Rna sono in concentrazioni ben distinguibili nel plasma dei depressi, ma non solo: l’insieme di concentrazioni ematiche delle 9 sostanze si modifica se il paziente depresso si sottopone a psicoterapia e entra in remissione, cioè se la depressione scompare o si riduce, segno che il prelievo può essere usato anche per monitorare se le terapie usate sono efficaci.

Infine, 3 di queste 9 molecole sono risultate in quantità alterate anche in individui che non hanno sintomi depressivi in atto ma che hanno avuto in passato episodi depressivi, dettaglio che il test può servire anche per individuare le persone a rischio di depressione: ”Questo studio è importante”, spiega all'ANSA lo psichiatra italiano Graziano Pinna della University of Illinois a Chicago, “Ad oggi le diagnosi vengono condotte sulla base di sintomi generici quali mancanza di appetito e motivazione, stanchezza o cattivo umore persistente e non in modo oggettivo come si fa per le altre malattie. Poter fare una diagnosi della depressione con un prelievo rappresenta dunque un progresso notevole nel campo delle malattie mentali, specie se si tiene a mente che la depressione è una malattia che colpisce circa il 7% della popolazione con percentuali in crescita”.

“Rimarrà ora da confermare i dati di questo studio su un campione di pazienti depressi più ampio e una ricerca su larga scala permetterà inoltre di esaminare se ci sono differenze tra i sessi”, conclude Pinna che precisa quanto sarà importante anche stabilire se il test potrà distinguere la depressione dalla sindrome bipolare oppure da altre malattie mentali che si accompagnano spesso alla depressione, come ad esempio i disturbi d'ansia.

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