Giovedì, 23 Settembre 2021
Donna

Trucco, tatuaggi e burqa di jeans: la pubblicità Diesel fa infuriare l’Islam

Musulmani e femministe si scagliano contro il manifesto che sta facendo il giro del mondo grazie alla Rete, ma c’è anche chi crede sia una forma d’arte libera di esprimersi

Diesel, il noto marchio di abbigliamento italiano, soffia sul fuoco della polemica nel contesto politico segnato da continue tensioni di islamofobia e per la sua pubblicità sceglie una modella dai tratti occidentali, con gli occhi truccati e il volto coperto dal velo integrale tipico della tradizione dell’Islam.

"Non sono quello che sembro" recita una donna nascosta sotto un burqa di jeans, con braccia e schiena vistosamente tatuati, come slogan della nuova campagna del brand, il cui manifesto sta facendo il giro del mondo grazie a Twitter suscitando l'indignazione di musulmani, femministe e anche di quanti ritengono che la pubblicità ed i pubblicitari debbano pur porsi dei limiti: alcuni, infatti, sostengono che anche solo una fotografia possa tradursi in un'offesa all'Islam mentre altri credono che limitare la fantasia dei creativi significherebbe porre un freno alla libertà d'espressione. 

Nicola Formichetti, direttore artistico di Diesel ed ex stylist di Lady Gaga, ha giustificato l’immagine provocatoria dichiarando: "Volevo trovare persone che riflettono la diversità della comunità artistica di oggi e non solo il modello standard". 

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