Domenica, 19 Settembre 2021
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Un test del Dna per dimagrire: così funziona la dieta genetica

Attraverso un esame mirato, si può comprendere il programma alimentare adatto ad ogni fisico e scongiurare inutili sacrifici alimentari che non apportano alcun miglioramento

È difficilmente gestibile quel misto di rabbia e angoscia che assale gli impenitenti seguaci della forma fisica per i quali gli stessi sacrifici alimentari che hanno reso l’amica una silfide col vitino da vespa e le gambe affusolate non sono serviti a nulla e nonostante le rinunce, l’ago della bilancia è rimasto fieramente ancorato al peso degli esordi.

Poiché la ‘colpa’ della discriminazione di una stessa dieta, utile per alcuni, vana per altri, potrebbe essere del corredo genetico che dota ogni essere umano di particolari caratteristiche, è stata messa a punto la ‘dieta genetica’ che si basa proprio sul concetto della personalizzazione perché lavora sull’individuo attraverso un regime alimentare studiato ad hoc. 
 
Questi i punti cardine del programma:

- TEST. Con un kit apposito, si preleva un campione di saliva sulla base del quale viene preparata una dieta su misura, dato che alcuni geni possono risultare più efficaci di altri per far funzionare meglio il metabolismo di grassi e zuccheri. In questo modo si comprendono le necessità nutrizionali di ogni organismo. 

- LATTOSIO. Oltre alla risposta metabolica di grassi e zuccheri s’indaga anche su delle possibili intolleranze al lattosio che, se verificate, cambiano completamente l’anatomia della dieta. A volte, infatti, problematiche come ritenzione idrica, crampi e mal di testa sono causate dall’intolleranza ad uno zucchero contenuto nel latte poiché il DNA non produce la giusta dose di lattasi, la proteina che consente la digestione del lattosio. 

- SPORT. Anche la risposta del fisico all’esercizio dipende dal patrimonio genetico, per cui, sempre attraverso questo test, si ottengono le indicazioni sullo sport più adeguato per lo sviluppo dei muscoli e in proporzione al proprio fabbisogno. 

- ACQUA. I famosi 8 bicchieri d’acqua devono far parte della routine quotidiana e anche le tisane fanno parte del conteggio che, tra l’altro, sono anche un ottimo palliativo per spezzare fame. 

- FIBRE. La quantità corretta da assumere ogni giorno sono almeno 30 grammi tra fibre insolubili, che hanno lo scopo di trattenere l’acqua e accelerano il transito intestinale e quelle solubili, che aumentano la sazietà e rallentano l’assorbimento del colesterolo. Nelle prime rientrano cereali integrali e verdure a foglia verde, mentre nelle seconde ci sono legumi, frutta fresca, avena e crusca d’avena.

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