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Domenica, 28 Novembre 2021
Donna

Donne che parlano (finalmente) di sesso

Da Madame a Gwyneth Paltrow alle ragazze su TikTok. Canzoni, serie tv, podcast e libri mettono al bando lo stigma che parlare di certe problematiche ancora comporta

È il 2006 e su Internet un uomo che ha come admin il nome "Alanis", sente l'urgenza di porre una domanda sul forum Riflessioni.it: "Ma voi che ne pensate delle donne che parlano di sesso come gli uomini? Fanno paura? Oppure trovate che siano donne con gli attributi?". Domanda, quella di Alanis, che presuppone che in qualche modo le donne che parlano di sesso abbiano qualcosa di diverso dalle altre o che comunque rappresentino una eccezione. Legittimamente. Il suo dubbio accoglie infatti una serie di risposte più o meno ipocrite ma tutte rivelatorie di quanto, all'epoca, la questione aprisse in realtà non tanto alla riflessione(.it) quanto a veri e propri giudizi ("Dipende come ne parlano", dice qualcuno; "Non mi piace, ma posso fare una eccezione se si usa un linguaggio poetico e metaforico", fa eco qualcun altro; poi vari ed eventuali che bocciano una eventuale volgarità). Il suo post è tra i risultati di ricerca sul tema più indicizzati di Google, dunque - per chi non mastica di rete - uno dei più letti. Da allora però le cose sono cambiate. 

Facendo un balzo temporale di circa quindici anni, infatti, e dunque venendo ai giorni nostri, una diciottenne passeggia nella Metro Cadorna di Milano e si trova di fronte agli occhi un manifesto della serie tv "Sex Education" in cui campeggia una vulva gigante con scritto "ognuna è perfetta, anche la tua" mentre in sottofondo ascolta nelle cuffie del suo smartphone il podcast Vengo anch'io in cui una tizia rivela con sconforto di come per anni, durante il suo matrimonio, non abbia mai provato alcun orgasmo finché, finalmente, non si è fatta un amante. La ragazzina di cui sopra, che ai tempi di Alanis aveva tre anni, può finalmente camminare in un mondo in cui è libera di scegliere se adottare l'immagine pre raffaellita di donna che per "comune senso del pudore" non parla di sesso e trasuda candore ad ogni passo, oppure se unirsi al coro di quante parlano con piacere di piacere. Quale che sia la sua scelta, è personale e legittima. Di positivo però c'è che finalmente la diciottenne è libera di inforcare le cuffiette, accendere Netflix, aprire libri e avere accesso ad informazioni che prima non erano disponibili e che, si spera, non le facciano fare la fine della tizia esente da orgasmi. 

Freud e altri disastri 

Sì perché, finalmente, le donne hanno cominciato a parlare di sesso. Ed hanno iniziato a farlo per abbattere tabù, non detti, svariate vergogne e stereotipi che, se si potessero quantificare in cifre, avrebbero i numeri del cosiddetto "orgasm gap", ovvero il divario della soddisfazione sessuale maschile e di quella femminile, che si attesta - rispettivamente - al 95% nel caso dei primi e 65% nel caso delle seconde. Lo fanno in tv, su Spotify, in libreria. Perché il dialogo è sempre la soluzione. E per colmare quell'educazione sessuale ancora appiattita su temi come ciclo e gravidanze indesiderate piuttosto che sul diritto al piacere e che non permette alle adolescenti di avere una conoscenza esatta della propria fisionomia (a differenza dei maschietti che invece molto sanno della propria virilità, anzi ne sono ossessionati). Sebbene se ne parli meno, infatti, quello stesso e famigerato "comune senso del pudore" che per anni ha proibito agli uomini di piangere in pubblico, ha fatto sì che allo stesso tempo le donne si vergognassero a parlare di sesso. Che nicchiassero di fronte a perplessità grosse come macigni. Motivo per cui, com'è noto, una complicità cameratesca al femminile di fatto non è mai esistita.

Oggi però sembra intravedersi quella che il sessuologo Vincenzo Puppo, tra i più letti in rete, auspica da anni: la cosiddetta "prima vera rivoluzione sessuale femminile". Quella in cui cancellare i disastri fatti da Freud su molteplici (ed inesistenti) orgasmi, dal marketing alla ricerca di punti "g" o "c" mai riconosciuti dalla scienza e dalla sessualità distorta trasmesso dai media ("molto spesso le persone cercano risposte sul sesso sui siti porno, ma è come imparare a guidare guardando The Fast and the Furious", dice Emily Morse, terapista e podcaster famosissima in America col suo Sex with Emily). Quella in cui a parlare di sesso alle donne siano altre donne. 

Da Gwyneth Paltrow a Sexifi

Il merito di affrontare per prima il tema va, anni fa, all'attrice Gwyneth Paltrow, che - oltre che arrivare ad eccessi a favore di marketing come l'ormai arci-nota candela al profumo di vagina  Smells Like My Orgasm (e attenzione: non uno qualsiasi, bensì il suo) - sta facendo un lavoro tutto sommato ottimo col suo progetto Goop. Progetto arrivato su Netflix nelle vesti di Sesso Amore e Goop, un nuovo reality show a puntate, che mira ad "eliminare la vergogna intorno alla sessualità femminile". Emblematico uno dei primi sei episodi, in cui un'insegnante spiega ad una coppia sposata da anni (da anni, si sottolinea) com'è fatto il clitoride: lui proprio non riesce a trovarlo, lamenta la moglie. E non stupisce, se si pensa che, stando ad uno studio britannico di YouGov (Waldersee, 2019), la confusione di tale "localizzazione" resta alta in entrambi i sessi. Abbassando l'età e cambiando Paese, il risultato non cambia: arriva dalla Polonia la serie tv Sexifi, in cui una adolescente stringe un patto con la sua nuova vicina di stanza: entrambe lavoreranno ad una app volta ad ottimizzare finalmente gli orgasmi femminili, lei si occuperà della teoria e l'amica della pratica. 

Gwyneth Paltrow rilancia, arriva la candela che sa di orgasmo (e non costa poco) 

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Leni e Chiara Becchimanzi

Da una piattaforma all'altra, è anche su Spotify che tanti esperimenti sul tema stanno trovando voce. Ha raggiunto quasi il milione di download il podcast Vengo anch'io citato in alto, ideato dalla sessuologa Leni per trattare argomenti che destano imbarazzo nelle donne al punto da "non riuscire a parlarne neanche con l'amica del cuore": un vero e proprio consesso sul sesso in cui a prendere la parola sono donne comuni ma anche esperti del settore come ginecologi, psicoterapeuti e psichiatri. Proprio di recente, il podcast è approdato in libreria nel libro edito da Sperling e Kupfer Piacere Mio. Un percorso contrario lo ha fatto invece il libro A ciascuna il suo di Chiara Becchimanzi, autrice, attrice e stand up comedian romana, che spesso apre i suoi spettacoli denunciando gli amplessi più noiosi della storia, noiosi al punto che una notte si è ritrovata - suo malgrado - a ragionare sulla gradazione di colore dei tendaggi di casa del presunto casanova con cui si stava intrattenendo; il suo testo, dallo stile sui generis definito "erotico-comico", è diventato oggi un podcast omonimo realizzato in collaborazione con la collega Giorgia Conteduca e "dispensa consigli, dipana matasse di tabù". Insomma, un lavoro simile a quello che, dall'altra parte dell'oceano, fa in qualche modo anche la comedian americana Remy Kassimir, ideatrice del podcast sull'orgasmo femminile How Cum. 

L'orgasmo femminile raccontato finalmente nel modo giusto (cioè senza vergogna) 

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Aurora Ramazzotti e Madame

Intanto, su quei social network popolati invece da gente che ha la soglia d'attenzione di un bradipo, a provare la strada della divulgazione è anche Aurora Ramazzotti, influencer, conduttrice e figlia del cantante Eros, che nella sua frizzantissima "rubrichetta" dà consigli ai suoi due milioni di follower in pillole da 15 secondi per una sessualità consapevole: "Nella vita non c'è giusto o sbagliato, c'è quello che ti piace. Se ti piace nell'orecchio va bene anche lì, non ti giudico", è il tone of voice delle sue arringhe

C'è certamente invece più poesia, c'è mito e c'è cultura, c'è sensualità, nel brano Marea di Madame, che ha deliziato la nostra estate e che - non tutti sanno - racconta proprio di un orgasmo femminile. Diciotto anni appena compiuti, la cantante è portabandiera di un esercito di adolescenti che ormai quotidianamente trattano con ironia i temi legati alla sessualità femminile su TikTok, attraverso gli sketch tipici della piattaforma. 

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Tra Baccanti e Beatrici, l'importante è il dialogo

Luoghi virtuali per la riflessione reale (non più ".it") dedicati a chi ha davvero intenzione di comprendere e scoprire. Perché serve anche parlare di sesso per essere donne più libere di muoversi in una strada verso la reale parità. Che si decida di essere Baccanti o che si voglia trasudare pudore ad ogni passo come la Beatrice di dantesca memoria, l'importante è spogliarsi delle vesti di donna angelicata che, trovandosi di fronte a problematiche sessuali che la fanno vivere male, tace e acconsente. 

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