Sabato, 24 Luglio 2021
Donna

SOS cellulite: i fanghi d’alga possono essere pericolosi

Sconsigliati a chi soffre di pelle sensibile e di problemi alla tiroide, questi trattamenti non fanno miracoli e vanno utilizzati con cautela

Se la cellulite non guarda i fianchi di nessuno e attacca quelli di chiunque, i rimedi cui ricorrere per contrastarla non sono altrettanto egualitari e non tutti possono permettersi di usarli a caso con la speranza di rimuovere gli antiestetici cuscinetti adiposi. 

In particolare i fanghi d’alga, tanto decantati come portentosi verso questo tipo di problema cutaneo, sono controindicati a coloro che hanno problemi di tiroide e pelle sensibile, alle donne in gravidanza e a quelle in fase di allattamento. 

La dottoressa Maria Grazia Caputo, medico estetico presso l’ambulatorio di medicina estetica dell’ospedale Fatebenefratelli, evidenzia a tal proposito l’esistenza di un’informazione distorta su questi trattamenti, che benché possano avere qualche efficacia a livello superficiale, non sono unguenti miracolosi che sconfiggono del tutto il problema: “La cellulite è un problema legato ad un disturbo del microcircolo e non si risolve certo con l’applicazione del fango sulla pelle. Chi ha problemi notevoli non può certo risolverli in questo modo”, avverte l’esperta che spiega che “vengono considerati da molti come il rimedio naturale migliore contro gli inestetismi della cellulite, ma bisogna considerare il fatto che ‘migliore’ non vuol dire necessariamente ‘efficace’. Possono essere di aiuto nel migliorare la compattezza della pelle e nel renderla più levigata, ma non sono un reale trattamento terapeutico della cellulite”.

Da uno studio diffuso da un’azienda leader nella produzione di prodotti contro la cellulite, condotto su un campione di 1200 donne comprese tra 18 e 50 anni, è emerso che proprio il problema della cellulite sarebbe la principale causa di preoccupazione per le donne (il 54%), sebbene non siano le sole a ricorrere alla cura, dato che negli ultimi anni molti sono gli uomini che con i fanghi d’alga tentano di eliminare inestetismi più o meno gravi.

Quando usarli, dunque?

“I fanghi d’alga devono essere utilizzati ovviamente con precauzioni”, avverte la dottoressa Caputo, “vanno applicati su persone che hanno una cute integra e in buono stato quindi non in condizioni di lesioni cutanee. Inoltre non esistono pareri univoci sulla loro possibile interferenza con la funzionalità tiroidea, il dosaggio degli ormoni ed un eventuale aumento dei livelli di iodio all’interno dell’organismo”. 

"In soggetti sani questo prodotto non dovrebbe costituire un problema. Al contrario, se presenti, alcune patologie potrebbero essere esasperate: in persone con pelle sensibile e iper-reattiva, infatti, possono anche manifestarsi delle reazioni irritanti che potrebbero assumere proporzioni più rilevanti. Il più delle volte questo non crea problemi irreparabili perché solitamente in questi casi la persona che utilizza il fango dopo aver visto che queste sono le conseguenze smette di usarlo. Gli effetti sono solitamente transitori e presenti soprattutto nel caso di preparazioni fai da te”.

Il segreto è sempre lo stesso, insomma: informarsi e non credere ai miracoli, dato che ormai online preparazioni con il caffè, il cacao o il peperoncino, promulgate come ‘rimedi della nonna’ non sono supportati da alcun tipo di efficacia: “Se soltanto i fanghi fossero sufficienti a risolvere questo tipo di problemi, in estate sulle spiagge vedremmo tutta gente con fisici come Claudia Schiffer. Magari!”.

Insomma, per arrivare all’estate con un fisico all’altezza non serve assolutamente a niente cospargersi di fango il corpo, caldo o freddo che sia, ma bisogna seguire una giusta alimentazione e fare un po’ di sana e costante attività fisica. 

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