Venerdì, 5 Marzo 2021

Figli adolescenti, istruzioni per "l'uso": come affrontare l'età del cambiamento

L'adolescenza porta la necessità di un confronto diverso tra figli e genitori: ecco il modo più giusto per affrontarla

Fare i genitori è senza dubbio il mestiere più difficile del mondo, per il quale non esistono manuali o scuole, ma si è costretti a imparare sul campo e a crescere insieme ai propri figli, con pazienza e umiltà. Quando nasce un figlio, specialmente se è il primo, ognuno si affaccia a questo nuovo ruolo di genitore con le sue esperienze personali, i suoi vissuti innanzitutto come figlio, ma anche in rapporto alle altre relazioni in cui è coinvolto. Ognuno quindi porta in questa veste ciò che è e ciò che ha, i suoi ideali, i suoi modi di fare. Ma poi dall’altra parte c’è il figlio in carne e ossa, che è una persona a sé, tutta nuova, con un grande bisogno di essere guidata, coccolata e consigliata dai propri genitori, ma che sviluppa inevitabilmente le sue attitudini, i suoi gusti, le sue idee... 

Per questo nascono spesso quei faticosi conflitti tra genitori e figli, conflitti che aumentano di frequenza e intensità quando il “pulcino” diventa “aquila”, man mano che cresce e vuole fare le proprie esperienze di vita.  Come afferma sul suo blog la psicologa Francesca Paoletti, si tratta di  “sani conflitti” tra genitori e figli, grazie i quali, con la certezza da entrambe le parti del bene profondo reciproco, si cerca di definire i propri confini. E questo vale principalmente per i figli, ma anche per i genitori! Nel periodo dell’adolescenza, in genere, i diverbi tra genitori e figli sono al culmine. Chi ha figli adolescenti – o anche semplicemente provi a ripensare quando lo siamo stati a nostra volta – conoscerà bene le grandi sbattute di porta, le lacrime infinite, gli amori tanto intensi quanto brevi, la musica sparata a un volume folle, i 'ti odio' e i 'ti amo' detti con tanta semplicità; il delirio di onnipotenza e le paure che diventano insicurezze croniche".

Cosa accade durante l’adolescenza?

Ancora la psicologa Paoletti: “L’adolescenza è uno dei periodi della vita in cui vi sono maggiori trasformazioni, in quanto vi è il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il ragazzo si trova ad affrontare tutta una serie di cambiamenti: modificazioni fisiche, che riguardano il corpo e la sessualità, e modificazioni psicologiche. Un altro cambiamento importante riguarda l’aspetto relazionale. Gli amici, il gruppo dei pari, in questo periodo rivestono un ruolo fondamentale, ben diverso da quello che avevano negli anni precedenti e che avranno nel futuro. Attraverso il gruppo si sperimentano le emozioni legate alla sessualità, alla cooperazione e alla competizione; i coetanei permettono il confronto e/o l’identificazione”.

In questo panorama in continuo divenire in cui sono immersi i ragazzi in fase adolescenziale, cambia anche il modo in cui viene vissuta la famiglia. Prima infatti, durante l’infanzia, i genitori dovevano assicurare vicinanza e accudimento, adesso nell’adolescenza si cercano all’opposto l’allontanamento, l’autonomia e l’indipendenza. cambiano i ruoli e ognuno deve rivedere la propria posizione; ecco perché spesso nascono gli attriti e le incomprensioni. Ci viene in aiuto il testo di P. Gambini, Psicologia della Famiglia (Milano 2007): “L’adolescente vuole divenire sempre più autonomo, ma allo stesso tempo sente il bisogno di essere protetto: pretende i privilegi dell’età adulta, ma ne rifugge le responsabilità. Parallelamente i genitori sono disposti a considerare il figlio adolescente al pari di un adulto quando si tratta di ricordargli le sue responsabilità, ma continuano a vederlo come un bambino quando invece si tratta di riconoscere i suoi nuovi diritti” Infatti è in questa ridefinizione di ruoli che nascono i conflitti. Come affrontarli?

Come affrontare i conflitti con gli adolescenti

La famiglia è il luogo protetto e privilegiato in cui sperimentarsi. Ecco perché è importante fare “gioco di squadra”, imparando ad ascoltare gli altri, a rispettarne gli spazi e i ruoli, aiutandosi. Anche se siamo genitori, non abbiamo in tasca la verità. Ognuno ha il suo percorso di vita ed è giusto che anche i figli facciano le proprie scelte e i propri errori, sperimentandosi pian piano in scelte sempre più importanti. E’ questo il modo in cui, piano piano, si diventa adulti.

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