Co-sleeping, perché dormire con il vostro bambino fa bene a lui e a voi

I vantaggi del dormire con i vostri piccoli sono ancestrali e riguardano l'attaccamento e l'autonomia dei vostri bambini, ecco perché

Foto da Pixabay

“Stai sbagliando”, “Così non imparerà mai”, “Non lo toglierete mai più dal lettone”, “La vostra vita intima è pregiudicata, finirete male!”, quanti di noi che hanno figli che vengono regolarmente a dormire nel lettone di mamma e papà non si sono sentiti dire almeno una volta una di queste terribili frasi?

Co-sleeping, ovvero l’arte di dormire insieme

Praticamente tutti i bambini piccoli sceglierebbero di dormire con i genitori: co-sleeping è il termine inglese usato dai pediatri per definire il dormire insieme genitori e figli. Questa abitudine, secondo la pediatra Anna Maria Moschetti per UPPA, ci accomuna ai primati non umani, le scimmie, geneticamente molto vicini a noi e che la praticano abitualmente: il piccolo della scimmia infatti dorme sempre con la madre. La consuetudine di dormire insieme è inoltre molto diffusa presso tutti popoli del mondo non occidentale; nella nostra società invece, come molte altre sane abitudini, è caduta in disuso da alcuni decenni. Ma la scienza e la biologia ci dicono che per il piccolo dell’uomo è assolutamente una novità l’essere messo a dormire da solo. Non è detta però che si tratti di un vantaggio per l’evoluzione della specie, ecco perché.

Una questione d’istinto

Il cucciolo d’uomo nasce immaturo, ci vorranno anni prima che divenga adulto e autonomo in molte funzioni. Quando è ancora piccolo, è estremamente vulnerabile ai pericoli ambientali. Nella storia dell’umanità e dell’evoluzione umana, dunque, sono sopravvissuti solo i piccoli che hanno goduto della vicinanza della mamma, sopravvivendo al  al freddo, alla fame, alla dispersione dal gruppo di appartenenza. Immaginate un piccolo primitivo lasciato a dormire in una caverna mentre la mamma va a spasso per la foresta in cerca di cibo: quanto avrebbe potuto sopravvivere agli attacchi delle bestie feroci? O ai morsi del freddo?

I benefici del sonno con il co-sleeping le teoria dell'attaccamento

Questa spiegazione, seppur semplificata, ci rivela (e consola molte madri provate dai continui risvegli notturni dei neonati) come mai i bambini, specialmente molto piccoli, hanno bisogno di dormire a contatto con la mamma. Si chiama proprio teoria dell’attaccamento ed è una delle teorie sul comportamento dell’essere umano. Secondo gli psicologi comporterebbe che:

  • il bambino fino ai 6-7 mesi segnala la sua presenza piangendo e si quieta col contatto fisico, al suono della voce, alla visione di un volto umano, succhiando qualcosa, oppure dondolandosi;
  • il bambino più grande è in grado di riconoscere e richiamare alla mente l’immagine di molte cose che ha visto e che ora ricorda, soprattutto l’immagine della madre; è dunque capace di riconoscere la sua assenza e di cercarla per raggiungerla;
  • verso gli 8-9 mesi quasi tutti i bambini sono consapevoli della presenza/assenza della madre e compare l’ansia da separazione.

Più vicinanza e coccole vuol dire più autonomia

Adesso vi daremo una notizia “sconvolgente”: il sistema comportamentale dell’attaccamento pian piano si disattiva e i bambini, ognuno con i propri tempi, diventano capaci di tollerare la separazione e di tranquillizzarsi anche senza un contatto fisico, sia di giorno che durante il sonno. Per tutti questi motivi, gli studiosi hanno constatato che più il bambino piccolo verrà messo a  dormire nel lettone vicino alla madre quando lo richiede, più sarà in grado crescendo di stare da solo. Più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente diventerà, in seguito, autonomo. Bisogna che vostra suocera se ne faccia una ragione! Al contrario, trascurare sistematicamente le richieste di vicinanza del bambino rallenta o ostacola questo processo di formazione della sicurezza interiore. 

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Quindi, anche se diventa faticoso accudire o tenere in braccio  il vostro neonato continuamente, sappiate che più lo tenete con voi, prima si renderà indipendente e sicuro di sé. Inoltre, praticando il co-sleeping, eviterete di alzarvi varie volte di notte per accudirlo perché al suo risveglio il bambino vi sentirà già vicino a lui e si riaddormenterà con più facilità. Tranquilli, il piccolo non dormirà nel lettone per tutta la vita: riporta UPPA che gli studi di epidemiologia registrano che fino ai 3 anni, e soprattutto verso i 18 mesi, moltissimi bambini dormono nel lettone con i genitori per tutta la notte o per una parte della notte, ma questa abitudine diminuisce nel tempo e tra i 5 e i 10 anni praticamente tutti imparano a dormire tranquillamente da soli.

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