Domenica, 26 Settembre 2021
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Vacanza all’estero: ecco i gesti da evitare nei Paesi stranieri

Poiché un linguaggio del corpo universale non esiste, prima di partire per un viaggio all’estero è bene conoscere i cenni da evitare per comunicare con la popolazione del luogo che potrebbe fraintenderli e considerarli un insulto

Per quanto sia conscio delle scarse reminiscenze in fatto di lingua inglese e delle sue regole grammaticali, chi ha in mano il biglietto aereo per un Paese straniero e si appresta a trascorrere una vacanza oltre confine non dovrebbe confidare del tutto nella gestualità del corpo per comunicare con la popolazione del luogo, dato che un linguaggio universale non esiste e, anzi, alcuni atteggiamenti ben si prestano ad essere fraintesi. 

Spesso, infatti, la comunicazione messa in atto con mani e occhi può causare delle spiacevoli conseguenze proprio perché i gesti a cui si tende a dare un preciso significato hanno sfumature concettuali diverse tra le popolazioni oriunde con un’altra cultura, che -addirittura- potrebbero sentirsi offese da quelli che un italiano fa come cenni innocui.

Ecco, dunque, alcuni gesti da sapere e soprattutto da non fare all'estero, per una vacanza in pace, lontana da litigi e incomprensioni.

- Filippine. Mai chiamare qualcuno facendogli segno con la mano, perché corrisponde al tipico modo di chiamare i cani;
- Thailandia. L' ‘ok’ con un pollice alzato qui equivale alla nostra linguaccia. In Afghanistan, Iran e in alcune parti della Grecia, poi, è proprio un gestaccio, simile al nostro dito medio, mentre ,sempre in Grecia, il gesto della mano per dire 'stop' è ritenuto offensivo;

- Vietnam. Con le dita incrociate si fa riferimento agli organi genitali femminili e rivolti ad un uomo rischiano di essere considerati una seria offesa.
- In Inghilterra e Australia, il segno della pace significa mandare a quel paese molto pesantemente.
- In Pakistan, il segno del pugno equivale al nostro gesto dell'ombrello.
- In Germania e Brasile, il segno dell' OK è offensivo perché significa ‘ano’ ed è un modo per offendere i gay anche in Turchia, dove il puerile gesto del ‘rubare il naso’ a qualcuno corrisponde al nostro dito medio.

- Nelle Fiji, la stretta di mano ad una persona deve essere mantenuta per tutta la conversazione e staccarsi è segno di ipocrisia. 
- In Giappone issare qualcuno negli occhi è considerato maleducato.
- In Bulgaria "sì" vuol dire no e "no" vuol dire sì, mentre in Cile il nostro "che vuoi?" fatto con la mano è considerata un'offesa gravissima.

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