Sabato, 23 Ottobre 2021
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Greenpeace: per essere fashion, serve avere stoffa! Ecco chi ce l'ha

I primi risultati nella lotta contro la produzione di stoffe chimiche sono arrivati. Sei le aziende che si sono impegnate a rivedere i loro processi di produzione in risposta all'urlo di protesta "The Fashion Duel"

Greenpeace continua la sua sfida alle grandi aziende di moda e del tessile contro la produzione di stoffe chimiche. L'urlo di protesta, nato due anni fa con il movimento "The Fashion Duel", inizia a portare i primi risultati.

Questa iniziativa, appoggiata da due big della moda come Valentino e Burbery, in breve tempo ha raggiunto anche gli stabilimenti dei produttori leader nel settore tessile di lusso. Sono 6, in questo momento, le aziende italiane che si impegnano a produrre tessuti e accessori liberi da sostanze tossiche: Miroglio, Berbrand, Tessitura Attilio Imperiali, Italdenim, Besani e Zip, ci tengono a rendere pubblico il loro impegno e invitano anche altri ad aderire alla campagna eco "Detox".

"Abbiamo cambiato i parametri della stampa passando dalla tradizionale con cilindro rotativa, a un sistema innovativo, la stampa inkjet a barra fissa. La nostra ambizione è di arrivare a un processo produttivo privo di acqua", spiega l'ad Andrea Ferrero di Miroglio textile che con un investimento produttivo di 15 milioni di euro volta lo sguardo ad un commercio ecosostenibile.

Come la Miroglio, anche gli altri 5 stabilimenti tessili hanno eliminato dai processi produttivi 8 delle sostanze chimiche bandite da Greenpeace. Si impegnano dunque a ridurre l'impatto ambientale e i costi energetici che non solo faranno bene all'ambiente ma anche al loro status competitivo a livello globale.

La rivoluzione Detox, che pretende l'eliminazione delle sostanze chimiche nella produzione tessile globale, si sta espandendo a macchia d'olio. E' arrivata a raggiungere, oltre alle già citate Burbery, Benetton e Valentino, anche il colosso del fast fashion Zara.

I consumatori lottano insieme a Greenpeace per avere una moda pulita ed ora con l'appoggio dell'industria tessile questa battaglia sembra andare verso la vittoria.

Chiara Campione, responsabile della campagna per l'Italia: "L'impegno Detox ha un impatto diretto su 70 milioni di articoli". Greenpeace invita i grandi marchi che ancora mancano all'appello ad aderire alla campagna Detox dell'associazione.

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