Venerdì, 17 Settembre 2021
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Shopping a basso costo: i rischi che si nascondono dietro gli abiti economici

I prodotti di scarsa qualità possono provocare dermatiti e serie irritazioni alla pelle: controllare l'etichetta dei capi e preferire quelli conformi alle direttive europee è fondamentale per non compromettere la propria salute

Se il portafogli alleggerito dalla crisi potrebbe approvare la scelta, la salute azzarderebbe qualche dissenso sulla scelta di acquistare capi di abbigliamento economici, garanti di una varietà in linea con le tendenze fashion del momento, ma potenziali artefici di dermatiti e reazioni allergiche.

Recenti indagini condotte da alcuni dermatologi dimostrano che i prodotti low cost in vendita nei mercatini e tanto in voga ora che il cosiddetto vintage detta la regola della moda più sofisticata, sarebbero causa di patologie epidermiche provocate da coloranti, agenti chimici inquinanti e tecniche di lavorazione che non risponderebbero alle severe regole europee in materia di fabbricazione e fissazione del colore.

In particolare, le tinte del disperso rosso e del disperso blu sono le principali responsabili delle dermatiti da contatto, per cui nelle parti del corpo in cui la sudorazione è più intensa si possono presentare infiammazioni cutanee e forti irritazioni come prurito, bruciori, rossori e comparsa di piccole vesciche sulla pelle, sintomi principali di una dermatite da curare con una crema lenitiva priva di cortisone.

Questo tipo di indumenti continueranno a rilasciare il colore tossico ogni volta che saranno a contatto con la pelle e non si può pensare di risolvere il problema attraverso ripetuti lavaggi in lavatrice o in tintoria, motivo per cui sono da preferire gli indumenti di buona qualità, per quanto più cari degli altri e se proprio le finanze non lo consentono, converrebbe investire in qualche test allergologico per capire quali sono le sostanze che causano la reazione cutanea, così da scegliere l'abbigliamento in base alla sua composizione tessile.

In questo senso, controllare l’etichetta in cui sono indicati i materiali tessili utilizzati è fondamentale ed evitare del tutto abiti totalmente in poliestere, soprattutto quando vanno a diretto contatto con la pelle, è un altro consiglio da seguire alla lettera. Da bandire, infine, sono gli indumenti 'made in China' che riescono a sfuggire ai severi controlli dell’Unione Europea e che quindi possono contenere sostanze chimiche tossiche e cancerogene.

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