Venerdì, 24 Settembre 2021
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Si può 'rimorchiare' dovunque, ma non su LinkedIn

Sempre più spesso la piattaforma virtuale più famosa per mettere in contatto le figure professionali viene adoperata per corteggiare, con risultati niente affatto positivi

Tentare un approccio che vada oltre il normale intrattenimento amicale è ormai posssibile dovunque, nel mondo viruale ancor più di quello reale, dove le inibizioni e gli imbarazzi del faccia a faccia stordiscono la spontaneità di un avvicinamento schermato dal computer.

Alcune piattaforme virtuali, Facebook in primis, si prestano per natura al 'rimorchio' facile, costituendo il terreno fertile per colture di corteggiamento 'marpione' ad opera di caparbi soggetti, che inviano richieste d'amicizia nella speranza che 'da cosa nasca cosa'. Ma adesso il fenomeno dell'adescamento gradasso sfora i confini del collettivamente ammesso e approda anche su LinkedIn, uno fra i più importanti social network professionali creato per mettere in relazione colleghi e potenziali datori di lavoro.

Qui, ciascuno è tenuto a mostrare un’immagine di sé il più professionale possibile, per fornire una buona presentazione in base al curriculum e alle esperienze lavorative, ma il fatto che ultimamente si sia aperta la strada anche agli 'amici' (e non più solo a colleghi dello stesso settore disciplinare e compagni di università) è stato interpretato come una sorta di sprone alla conquista da parte degli avventori multimediali.

A seguito delle numerose segnalazioni da parte di utenti, che sempre piùà spesso denunciano desolanti tentativi di flirtare anzicché assumere in vista di un colloquio serio, vale la pena ribadire che su LinkedIn vanno evitati tutti gli atteggiamenti smargiassi, e questo non perché qualche legge lo vieti, ma per una questione di etichetta e di professionalità.

Non a caso, gli amministratori sottolineano come "scrivere post e inviare mail con contenuti inappropriati, falsi, o illegali vada contro i termini dell’Accordo dell’Utente su LinkedIn, accettato da tutti i membri al momento dell’iscrizione" e, nel caso, permetta a LinkedIn di indagare la situazione e prendere le necessarie contromisure”.

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