Sabato, 27 Febbraio 2021

Meglio essere figli unici o avere fratelli? Un bilancio da parte della ricerca

Tanti stereotipi negativi riguardano chi non ha fratelli, ma le cose sono ben diverse, ecco perché

Foto da Pixabay

Alzi la mano chi non ho sentito dire almeno una volta nella vita (e magari lo ha detto proprio lui) che i figli unici sono più viziati. Questa è l’opinione comune: chi non ha fratelli o sorelle viene percepito come egoista, egocentrico, accentratore, ansioso, asociale. La “colpa” di questi stereotipi ricade anche sulla cetgoria degli psicologi. Infatti, uno degli psicologi più influenti del 900 nonché primo presidente dell’American Psychological Association, Granville Stanley Hall, affermava che “essere figli unici è di per sé una malattia”. Fortunatamente in seguito si è rivista questa posizione, anche grazie a ricerche sul campo. Uno studio tedesco dal titolo “La fine di uno stereotipo” su circa 2000 adulti ha infatti osservato che i figli unici non hanno più probabilità di essere narcisistici di quelli con fratelli. 

Gli aspetti del carattere nei figli unici

Estroversione, maturità, cooperazione, autonomia, controllo personale e leadership: in questi aspetti della personalità non si riscontrerebbero differenze tra le persone con e senza fratelli. Più che altro, emerge che i figli unici tendono ad avere una più alta motivazione al successo personale in termini di aspirazione, sforzo e persistenza nonché di adattamento personale a nuove condizioni rispetto alle persone con fratelli. Tutto questo al contrario di quello che si potrebbe pensare. La motivazione alta alla realizzazione personale sarebbe legata al fatto che i figli unici tendano a studiare di più e ottengono lavori prestigiosi con più frequenza degli altri. 

Più intelligenti, ma non per sempre

Alcune ricerche hanno rilevato poi che i figli unici tendono a essere più intelligenti e hanno un rendimento negli studi maggiore di chi ha fratelli. Come riporta Galileonet, secondo una review di 115 studi sui figli unici ha visto che questi ottengono punteggi più elevati nei test sul QI. Gli unici che sembravano far meglio rispetto ai figli unici sia dal punto di vista dell’intelligenza che per risultati accademici risultano i primogeniti e quelli con solo un fratello più piccolo. Questo gap, però, tende a diminuire con l’età. Circa lo stato di salute mentale, non si è rilevata una differenze tra i due gruppi in termini di ansia, autostima e problemi comportamentali. Tra i luoghi comuni sui figli senza fratelli c’è quello che tendano a essere solitari e hanno difficoltà a farsi degli amici. Anche qui i risultati delle ricerche hanno mostrato che i figli unici hanno lo stesso numero di amici e la stessa qualità di amicizia dei bambini degli altri gruppi.

Meglio essere figli unici o avere fratelli?

Valutando quanto emerge dalla scienza, dunque, sembrerebbe che avere dei fratelli o non averne non fa una grande differenza nel definire la nostra personalità. Addirittura sembrerebbe piuttosto che vive meglio chi è da solo, dato che chi non ha fratelli gode da parte dei genitori di un’attenzione unica, amore e risorse materiali per tutta la vita e questo non avrebbe conseguenze negative. Ma non possiamo però non considerare che chi ha fratelli, andando avanti nella vita, ha sempre qualcuno su cui contare nei momenti difficili, una rete parentale più estesa nelle necessità e anche nella condivisione delle cose belle, una capacità di lottare per ottenere un obiettivo che è frutto della naturale competizione tra fratelli e tante ore di confusione e allegria in quella piccola piazza di umanità che è la famiglia.

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