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Martedì, 20 Febbraio 2024
Il primo premier donna

Meloni, "il" premier donna che accende il dibattito

Nella prima dichiarazione rilasciata domenica Meloni ha scelto di far precedere il titolo formale di "Presidente del Consiglio" dall'articolo maschile "il", anziché dal femminile "la". E lo stesso ha fatto in una lettera letta in parlamento lunedì

Giorgia Meloni è la prima donna premier in Italia, ma ha scelto di riferirsi a se stessa usando la forma maschile del suo nuovo titolo, scatenando un dibattito sui temi dell'empowerment femminile e del politically correct.

Nella prima dichiarazione rilasciata domenica infatti Meloni ha scelto di far precedere il titolo formale di "Presidente del Consiglio" dall'articolo maschile "il", anziché dal femminile "la". E lo stesso ha fatto in una lettera letta in parlamento lunedì. Ma d'altronde Meloni non è nota come femminista: si oppone alle quote femminili nei consigli di amministrazione e in parlamento, sostenendo che le donne dovrebbero salire al vertice grazie al merito. E ha nominato solo sei donne per i suoi 24 membri gabinetto venerdì.

La sua scelta dell'articolo determinativo è stata criticata da Usigrai, principale sindacato della RAI. Secondo la politica di genere della Rai, la forma femminile dovrebbe essere usata ogni volta che esiste, e "nessun collega può quindi essere obbligato a usare il maschile" per riferirsi a Meloni, ha affermato Usigrai in una nota.

Critiche anche da Laura Boldrini, deputata femminista di centrosinistra ed ex portavoce della Camera dei Deputati, da sempre nota come "la presidente" in quel ruolo. "La prima donna premier si chiama maschile... Usare la forma femminile è troppo per il leader di FdI, un partito che già omette Sorelle dal suo nome?" ha twittato.

Nella polemica entra anche Michela Murgia: "Dal punto di vista simbolico lei, che pretende l'articolo maschile sta dicendo 'io governerò come un maschio" argomenta la scrittrice sarda. " E questo credo sia la migliore risposta possibile a chi gioisce per una donna al potere. Non è il sesso di chi comanda che conta, è il modello di potere che si ricopre. Il modello di potere di Giorgia Meloni è quello maschilista 'al maschile'. Più di così", conclude la Murgia.

Per toglierci ogni dubbio abbiamo interrogato i custodi dell'ortodossia della lingua: per l'Accademia della Crusca l'uso del femminile per le posizioni ricoperte dalle donne è una scelta grammaticalmente corretta. Tuttavia, chi preferisce usare la forma maschile tradizionale, per ragioni ideologiche o generazionali, ha tutto il diritto di farlo.

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