Sabato, 10 Aprile 2021

L'università 'Sapienza' elegge la studentessa più bella: è polemica

Una scia di commenti ha seguito l'evento organizzato dall'ateneo romano per eleggere la studentessa più affascinante scelta da una giuria presieduta dal Rettore e composta da giornalisti, esponenti del mondo dello spettacolo e pure da un chirurgo plastico

'Miss Matricola', 'Miss 30 e Lode', 'Miss Facoltà'. E ancora 'Miss Ateneo', 'Miss Cultura', 'Miss Fotogenia' e persino 'Miss Cervello': questi sono stati i titoli che la giuria di 'esperti' composta da esaminatori autorevoli - tra cui un Giudice della Corte di Assise, un marchese, svariati personaggi del mondo dello spettacolo e pure un chirurgo palstico - e guidati dal Magnifico Rettore dell’Università 'Sapienza' di Roma, Eugenio Gaudio, ha assegnato alle ragazze partecipanti alla prima elezione nazionale del concorso di 'Miss Università 2015' che ha incoronato la 'studentessa più bella e sapiente degli Atenei italiani' insieme alle colleghe distinte per qualche merito fisico e/o culturale.

La serata si è tenuta presso la sala da giochi 'Billions' lo scorso 8 maggio e a tutte le concorrenti è stato consegnato un coupon omaggio presso il centro di bellezza specializzato in chirurgia e medicina estetica che ha sponsorizzato l'evento, mentre le prime dieci classificate hanno potuto godere anche di una settimana gratis in un resort umbro.

Il prestigioso evento, così come l’iniziativa chiamata “Nessuno ve la dà?” promossa sempre dall'ateneo romano per pubblicizzare un incontro che desse ai giovani una opportunità di lavoro, ha sollevato qualche sacrosanto malumore dettato dall'evidenza che un evento così concepito sia apparso un tantino fuori luogo rispetto ai tentativi promossi per abbattere una volta per tutte i canoni estetici imposti al mondo femminile e a quello giovanile soprattutto. 

Patrizia Tomio, presidente della Conferenza nazionale degli organismi di parità delle università italiane, ha commentato così la kermesse: “Mentre gli organismi di parità e le/i delegate/i del rettore/rettrici per queste tematiche svolgono un quotidiano e faticoso lavoro all’interno degli atenei, impegnandosi sul piano scientifico, didattico e culturale, per promuovere il superamento delle asimmetrie nella rappresentanza di genere, nella formazione, nelle carriere all’interno dell’università, ci troviamo di fronte a manifestazioni che sembrano rimettere in discussione quanto realizzato in questi anni, lo sforzo per rimuovere stereotipi, il dialogo con la componente studentesca per una sensibilizzazione su questi temi", mentre la bioeticista Chiara Lalli su 'L'internazionale' ha definito l'iniziativa "esteticamente imbarazzante, concettualmente molto dubbia e strategicamente fallimentare". 

Al coro di dissenso si è poi unita anche Barbara Mapelli, attivista, pedagogista e scrittrice che su “La 27esima ora” del Corriere della Sera, ha commentato: "Certamente la serata e l’evento, che appare ben congegnato e quindi con alle spalle una laboriosa preparazione, ci pone inevitabilmente qualche interrogativo, di spessore variabile, dai più semplici ai più complessi. Il primo è senz’altro immediato e naturale e richiede una riflessione che desidero proporre a tutte e tutti: perché Miss Università e non, anche, Mister Università?"

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