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Sabato, 15 Giugno 2024
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Orecchie a sventola o ciuffo impomatato? Obama e Romney, la sfida

I candidati alla Casa Bianca presentano look diversi che, in qualche modo, influenzano l'elettorato americano

Ci siamo, il conto alla rovescia è partito. Il 6 novembre il popolo americano deciderà se "sfrattare" Barack Obama, l'odierno inquilino della Casa Bianca, oppure concedergli un rinnovo del soggiorno e lasciare sfumare le ambizioni repubblicane dello sfidante Mitt Romney.
I sondaggi pronosticano una sfida avvincente, anticipano colpi di scena e sospendono il fiato per quello che si preannuncia un serrato corpo a corpo che non vive di soli programmi elettorali ma anche d'immagine, componente importante di una strategia comunicativa che deve fare breccia sull'elettorato anche dal punto di vista visivo.

Oltre ad esibire affascinanti consorti come ciliegie sulla torta di una vita ineccepibile spesa tra lavoro, figli, nipoti e cani, Obama e Romney si affrontano anche sul ring del look, diverso seppur ingessato nella staticità di completi "d'ordinanza" che non forniscono la varietà di fronzoli e orpelli.

Barack Obama ha il pregio di rendere "democratico" il rigore di una giacca e la serietà di una cravatta. Indossa con portamento impeccabile abiti su misura, spesso realizzati da marchi italiani come Canali o Ermenegildo Zegna, e una classe rassicurante -che gli è valsa anche un posto nella classifica degli uomini più eleganti secondo Esquire, rivista americana dedicata alla moda maschile- emerge anche dal giubotto di pelle che ama esibire in alcune apparizioni più informali. La cravatta su di lui è un nodo ben serrato attorno al collo, per lo più blu o bordeaux, che sul candore di camicie ben inamidate è il dettaglio puntuale della completa mise Presidenziale. Appare a suo agio anche quando abbandona la giacca e risvolta le maniche, come se fosse pronto a darsi materialmente da fare per una mansione fisica e il taglio cortissimo dei capelli, sebbene catalizzatore di orecchie non proprio misurate, incrementa il fascino sale e pepe di una liberale rasatura.

Mitt Romney, dal canto suo, ha conferito un appeal "monarchico" ai quadroni delle camicie in stile "Casa nella prateria". Le giacche su di lui sembrano sfuggire ai dettami delle taglie e le cravatte pare gli si infilino addosso contro la sua volontà. Punto di forza è una capigliatura folta e corvina con basette appena imbiancate che, però, stanno iniziando ad inquietare lo staff di hairstylist che si occupa del "tricotico ponteggio".
«A Mitt Romney i capelli bianchi sono di colpo aumentati in questi mesi, deve essere lo stress della campagna elettorale», afferma Leon De Magistris, il coiffeur di origini italiane che da 25 anni si prende cura della chioma dello sfidante alla Casa Bianca, prevedendo il pericolo di un imminente criniera argentea che potrebbe minare la popolarità della caratteristica distintiva del capello nero corvino.

E anche sulle chiome dei candidati pare svolgersi la sfida, poichè se per alcuni la testa rasata di Obama avvicina l'elettorato giovane alla sua possibile ricandidatura, per altri il ciuffo impomatato di Romney eserciterebbe sulle donne un fascino acchiappa voti da non sottovalutare.

Non resta che aspettare per vedere chi la spunterà in questo appassionante "testa a testa".

Look presidenziali: Obama vs Romney


 

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