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Martedì, 25 Gennaio 2022
Donna

Cinquanta orgasmi al giorno, quando il piacere diventa un inferno

Si chiama "sindrome da eccitazione sessuale persistente" ed è una vera e propria patologia, tanto da poter spingere al suicidio chi ne soffre

Forse è solo perchè nella nostra epoca se ne parla di più e con maggiore franchezza, o forse è davvero colpa dello stress, della crisi economica e di quant'altro, fatto sta che mai come ora vivere una sessualità serena ed appagante rappresenta un vero e proprio mito.

Eiaculazione precoce e  difficoltà erettive per gli uomini, frigidità e difficoltà a raggiungere l'orgasmo per le donne, fino all'ancora più grave e diffusa mancanza di desiderio, sono tutti problemi all'ordine del giorno, cui non solo le riviste specializzate, ma anche i magazine cosiddetti "di evasione", dedicano ampio spazio.

L'obiettivo degli "addetti ai lavori" è chiaro: individuare una sorta di panacea, un metodo infallibile per guarire da questo tipo di disturbi, che causano non poca frustrazione a chi ne soffre.

Ma se classificare come "malattia"  la frigidità femminile appare relativamente logico, diventa molto difficile considerare patologici problemi che per molti potrebbero rappresentare una specie di "fortuna".

E' il caso delle donne che raggiungono l'orgasmo troppo rapidamente (una specie di eiaculazione precoce al femminile): quale donna non vorrebbe soffrire di questo disturbo? Eppure, chi ne è affetta vorrebbe poter "rallentare" il ritmo e uniformarsi alla maggior parte del genere femminile.

Non solo, c'è un altro tipo di disturbo ancora più eclatante - talmente grave da spingere quasi al suicidio chi ne è affetta: si tratta della " sindrome da eccitazione sessuale persistente" (Psas), rara e poco conosciuta, ma fortemente invalidante.

In poche parole, significa una cinquantina di orgasmi spontanei al giorno, nei momenti più impensati ed inadatti, tra l'imbarazzo generale e il tentativo di nascondere quanto avviene da parte della malcapitata.

La testimonianza di una 22enne americana rivela un disagio talmente accentuato da farle desiderare di porre fine alla sua vita, mentre una 36enne, residente in Florida, dopo aver lottato sedici lunghi anni contro la malattia, è stata sopraffatta dalla vergogna e dallo sconforto, ed ha messo in atto la decisione di suicidarsi.

Avere una relazione stabile se si soffre di una malattia di questo tipo diventa molto difficile: quale uomo riuscirebbe a capire e ad accettare quanto capita alla sua compagna, per giunta in momenti in cui non stanno affatto facendo sesso, o magari non sono neppure insieme? Come minimo, penserebbe di aver a che fare con una ninfomane!

Insomma, la sfera della sessualità è talmente ampia e variegata che vi trovano spazio tante situazioni patologiche, dalle più comuni alle più bizzarre. Possibile che perfino fare l'amore sia così difficile?

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