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Sabato, 27 Novembre 2021
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L'orgasmo femminile raccontato finalmente nel modo giusto (cioè senza vergogna)

Succede nel podcast "Vengo anch'io", tra i più ascoltati del momento. Un consesso sul sesso tra donne ed esperti sul tema, guidato dalla sessuologa Leni. Per mettere al bando gli stereotipi, l'orgasm gap tra uomo e donna, la reticenza verso l'autoerotismo e l'immagine distorta del sesso offerta dai media. E perché il piacere è un diritto

Un consesso sul sesso. Anzi, sulla sessualità. Un luogo di divulgazione partecipata per parlare (e bene) di orgasmo femminile. E' Vengo anch'io, podcast che unisce le voci di esperti, le testimonianze delle donne e soprattutto l'idea di Leni, sua conduttrice e artefice ormai forte delle prime posizioni conquistate su Spotify. Oltre 700mila download in totale, capaci di rintracciare una problematica troppo spesso foriera di imbarazzi e figlia (anche) di retaggi culturali triti e ritriti, un vero e proprio tabù: la difficoltà delle donne di raggiungere l'orgasmo. "Ho lanciato questo progetto tre anni fa perché avevo deciso che dovevano cambiare un po' le cose, ovvero che certi argomenti dovessero essere sdoganati e che non ci si dovesse più vergognare di vivere una situazione simile - spiega a Today Leni, laureata in psicologia, Consulente Sessuologa e Educatrice Sessuale associata SISES, nonché autrice del libro Piacere Mio. Guida straordinariamente pratica all'orgasmo edito da Sperling e Kupfer - Avevo capito che a vivere quella condizione eravamo tantissime, io compresa in gioventù, e che quindi era opportuno parlarne a tutti".

Via cliché e stereotipi, il piacere come diritto

Un viaggio alla scoperta del corpo (e della mente) delle donne. Su un territorio completamente bonificato da cliché e stereotipi. In un mondo in cui, stando alle statistiche, solo il 65% delle donne eterosessuali raggiunge l'orgasmo durante il rapporto. Un racconto corale mai sottovoce ed anzi volto a gridare il diritto al piacere. Con le esperienze di persone comuni e il parere di psicoterapeuti, psichiatri, ginecologi e non solo. Oltre cinquanta episodi che vanno da Il piacere raccontato da chi lo prova sempre a Il clitoride, dove è, cosa è e cosa fa. Conoscersi per arrivare al piacere fino a I microtraumi. Esperienze frustranti o umilianti che ci rendono insicure e ci allontanano dal piacere. Destinatarie, donne (e non solo) di tutte le età: quelle giovani che si avvicinano al sesso, quelle adulte che lo fanno da anni, quelle che lo amano, quelle che lo odiano o quelle che - semplicemente - vogliono trarre piacere dal proprio corpo ma che hanno difficoltà o fingono per compiacere il partner. Situazioni che, insomma, appartengono a molte ma di cui spesso si fatica a parlare anche all'amica del cuore. Servizio pubblico per le donne, per sentirsi meno sole.

Lettere, email, messaggi di ringraziamento arrivano a Leni, unica autrice e produttrice di questa avventura che comincia nel 2019, "e che corre sul binario del valore umano, non professionale", dichiara. "Il successo, se così si può chiamare, è arrivato da subito - racconta - Ho ottenuto in poco tempo diecimila riproduzioni, capitava che già allora alcune ragazze condividessero spezzoni dei miei audio tra le loro Instagram Stories". Da allora il pubblico non ha fatto altro che crescere, fino al (quasi) milione di oggi. Un pubblico variegato, per genere e per età, perché "approfondire certe dinamiche sessuali, e rendersi conto che determinate situazioni vengono vissute dalla stragrande maggioranza delle persone, può essere di aiuto a chiunque". Volendo fare una stima, il 70 per cento degli ascoltatori sono donne, il 30 uomini. A domanda su quali siano i temi che generano più interesse, Leni non ha dubbi: "Dove si parla direttamente di orgasmo c'è senz'altro un picco degli ascolti", precisa.

L'orgasm "gap" tra maschi e femmine: le donne non si conoscono (e non si sentono libere di chiedere)

E non stupisce se si pensa che, secondo uno studio pubblicato nel 2017 su The Archive of Sexual Behaviour e citato sopra, il 95 per cento degli uomini eterosessuali raggiunge l'orgasmo durante il rapporto, a fronte del 65% delle donne etero e dell'89% delle donne omosessuali. Un gap importante. Gli uomini sanno poco del piacere femminile? "Appoggiarsi alle statistiche è sempre complicato - risponde Leni - I dati derivano sempre da un campione. Esiste però sicuramente un gap tra la redemption orgasmica maschile e femminile. Il dato relativo alle donne omosessuali in questo caso mi sembra molto alto, ma sicuramente raggiungono l'orgasmo in numero maggiore". E quali sono i tabù e i falsi miti che impediscono alle donne di vivere la proprio sessualità in modo libero? "Si potrebbe aprire un vaso di Pandora", dichiara la podcaster, che tra le cause di questa forbice rintraccia soprattutto "una scarsa conoscenza del proprio corpo da parte delle donne e il non sentirsi libere di chiedere ciò che a loro piace". Dall'altra parte, nella controparte maschile, "c'è una scarsa conoscenza del corpo femminile e a volte una scarsa propensione all'ascolto, ma non è una regola".

"I media danno un'immagine distorta del sesso, finalizzato solo alla penetrazione"

Tra gli imputati del gap, possiamo anche rintracciare un bagaglio culturale ingombrante, ma Leni invita a dare importanza alla singolarità di ogni storia di vita, scansando il generalismo degli stereotipi. "Ci possono essere dinamiche sociali e culturali ancora antiquate che possono serpeggiare nel nostro dna. Questo di certo non aiuta. Tuttora la donna e l'uomo sono ancora visti secondo cliché sbagliati: c'è l'immagine dell'uomo macho e della donna come oggetto del piacere, ma ribadirlo è inutile perché la storia di ognuno è a sé stante". Anche i media "danno una immagine distorta del sesso in generale". "Ovvero - prosegue - come se fosse solo finalizzato alla penetrazione e molto rapido, in cui si arriva all'orgasmo insieme. Nulla di più falso, il sesso è tutt'altro". E' scoperta del proprio corpo e di quello dell'altro.

Un invito all'autoerotismo 

Motivo per cui nel podcast vengono spesso trattati episodi legati all'autoerotismo, "ancora troppo poco praticato", dice Leni, "perché è attraverso questo che avviene la profonda conoscenza del corpo e del piacere". Secondo un recente sondaggio condotto da Lelo, leader nel settore dei sex toys, solo il 40-60% delle donne si dedica alla masturbazione, contro il 95% degli uomini. Come mai? "Non credo che ci sia una regola univoca per tutti, ma forse perché storicamente è sempre stata bistrattata o vista come un surrogato del sesso o perché alcuni retaggi culturali l'hanno sempre condannata. Va precisato però che la masturbazione non viene praticata nemmeno in ambienti non religiosi e moderni e molto aperti".

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, poi, non si può parlare di un vero e proprio gap generazionale tra donne nel modo di vivere la sessualità. Tra il pubblico che ascolta il podcast, infatti, non vi è una fascia d'età preponderante, anzi, l'età dell'audience è variegata. Si va dai quindicenni agli over 60, "perché si tratta di situazioni che si verificano in ogni epoca delle nostre vite". "Il problema non è generazionale - tiene a precisare Leni - Non è che chi oggi ha cinquant'anni ha vissuto la propria vita sessuale in maniera modesta mentre le nuove generazioni la vivono pienamente. Il modo di vivere il sesso nei casi in cui ci sono dinamiche che bloccano l'orgasmo è lo stesso. Le dinamiche sessuali non hanno generazionalità, anche se le ragazze di oggi sono più libere perché hanno, banalmente, più accesso ad immagini e più possibilità di visualizzare il sesso rispetto alle generazioni precedenti".

"L'educazione sessuale non è solo educare a non restare incinta"

Proprio a proposito delle donne di domani, chi dovrebbe giocare un ruolo più forte per aiutare le ragazze ad accrescere consapevolezza sulla propria sessualità: i media, la scuola, i genitori? "Un adeguato mix di tutte queste figure - conclude Leni - L'educazione sessuale nelle scuole deve esserci ma non deve essere finalizzata solo a state attente che rimanete incinta. Di fatto finora è stato così. Dovrebbe considerare invece la presenza di un docente che spieghi la specificità dei corpi, in modo da poter conoscere il proprio a quello dell'altro. Si deve partire dalle basi, a differenza di quando invece è stato fatto finora". Una volta adulti, l'intervento dello specialista è invece da contemplare quando "ci rendiamo conto che da sole non riusciamo a superare determinate situazioni" e quando "anche dopo averci provato con il partner, continuiamo a vivere il sesso in modo mediocre e proprio non riusciamo ad apprezzarlo".

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