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Sabato, 10 Dicembre 2022
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"Il padre di Meloni un criminale condannato", bufera su Rula Jebreal (e la replica di Giorgia)

E' polemica per il feroce attacco della giornalista nei confronti della leader del centrodestra

"Il padre di Giorgia Meloni fu condannato per narcotraffico, il racconto della stampa spagnola". Questo il titolo dell'articolo di Repubblica in cui si passa in rassegna il passato della leader del centrodestra, o peggio, quello di suo padre. Un colpo basso, sferrato a pochi giorni dalla vittoria delle elezioni, al limite del diffamatorio. A mettere il carico è Rula Jebreal, che sui social ha condiviso il pezzo rincarando la dose: "Durante la sua campagna elettorale, Giorgia Meloni, il nuovo Primo Ministro italiano, ha promosso un video di stupro in cui si afferma che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre di Meloni è un famigerato trafficante di droghe/criminale condannato che ha scontato una pena in una prigione". 

Un post che ha scatenato una bufera, oltre alla dura replica della diretta interessata. "Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale" inizia così il lungo post pubblicato su Instagram da Giorgia Meloni, che rimette i pezzi al loro posto: "Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte. Ma poco importa, se i 'buonisti' possono passare come un rullo compressore sulla vita del 'mostro'. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c'è anche il detto 'le colpe dei padri non ricadano sui figli'. Ps. Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce", ha aggiunto Meloni riferendosi ad affermazioni attribuitele dalla giornalista sui richiedenti asilo.

La risposta di Rula Jebreal 

"La Meloni non è colpevole dei crimini commessi da suo padre, ma spesso sfrutta i reati commessi da alcuni stranieri, per criminalizzare tutti gli immigrati, descrivendoli minaccia alla sicurezza. In una democrazia ci sono responsabilità individuali, non colpe/punizioni collettive", ha scritto Jebreal in un tweet successivo, ma ormai la polemica dilaga. A infiammarsi anche Carlo Calenda: "Rula, questa è una bassezza. Non si fa politica così e tanto meno giornalismo. Quello che ha fatto il padre della Meloni non c'entra nulla con lei. Cancella questo tweet che tra l'altro ha l'unico effetto di portare ancora più gente a sostenere Fdi". Tranchant il senatore Antonio Saccone di Udc: "C'è chi di mestiere non fa il giornalista ma il mistificatore".

Il post di Giorgia Meloni

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