Martedì, 2 Marzo 2021

Paura dell'altezza, sana ma fino a un certo punto: ecco quando diventa acrofobia

Il senso di paura quando ci troviamo ad altezze elevate è un sistema di allarme del cervello contro il pericolo di cadere, ma può diventare patologico

Foto da Pixabay

Forse lo avrete provato al luna park o affacciandovi da un piano altissimo di un grattacielo: capita a molte persone di provare un senso di vuoto quando si trovano a un’altezza elevata. La forte sensazione che proviamo ci comporta anche dei sintomi fisici: tachicardia, tremori, capogiri… tranquilli, non è una patologia: sono sintomi assolutamente “normali” che il nostro corpo mette in atto quando il cervello percepisce che c’è un pericolo esterno. Quel brivido e quella sensazione di paura che proviamo sono dunque utili ad evitare di cadere nel vuoto. Se quella leggera paura si trasforma però in qualcosa di più forte, con sintomi fisici molto marcati, che ci creano un grande disagio e uno stato di sofferenza, allora siamo in presenza di una acrofobia. L’ acrofobia è la vera e propria fobia dell’altezza e di conseguenza la paura di trovarsi in edifici alti, in cima ad una montagna o in altri luoghi sospesi. Chi soffre di questa fobia, dunque, ha il terrore di cadere o teme di perdere il controllo di sé e di gettarsi nel vuoto.

I sintomi dell’acrofobia

Quando si presenta questo disturbo i sintomi in genere sono: 

  • vertigini 
  • forte senso di vuoto
  • battito cardiaco accelerato
  • mancanza di respiro 
  • sensazione di svenimento  
  • attacchi di panico.

Accanto a questi sintomi fisici compaiono  talvolta, anche fantasie di cadere e farsi male, scene frutto dell’immaginazione, etc.

Il soggetto che soffre di acrofobia può arrivare finanche a sperimentare la cosiddetta ansia anticipatoria, che significa provare i sintomi sopra descritti semplicemente immaginando o anticipando mentalmente la situazione che più teme, cioè immaginando di trovarsi in cima ad un palazzo, sopra una montagna ecc… A partire da ciò, la persona inizierà a evitare puntualmente tutte le situazioni che potrebbero metterla in contatto con la propria fobia. In alcuni casi estremi, chi soffre di acrofobia finisce con l’evitare persino di salire le scale, prendere l’ascensore o affacciarsi da balconi recintati, sebbene nonsiano particolarmente alti. Quando ci sono situazioni in cui non lo può evitare, la persona richiede di frequente a parenti e amici di farsi accompagnare per non essere sola ad affrontare la situazione.

Gestire al meglio la paura dell’altezza

Seguendo i consigli della psicologa Simona Lauri, proviamo a individuare una strategia per affrontare la paura di cadere dall'alto.

  • Un po’ come la paura del buio, innanzitutto bisogna cercare di entrare nell’ordine di idee di voler affrontare la propria paura: solo affrontando in prima persona le paure, queste si ridimensionano. Partendo con questo spirito, il soggetto può procedere per micro-obiettivi, avvicinandosi a piccole dosi alla propria paura e cercando di spostare sempre un po’ più in là il limite di sopportazione. Ad esempio, potrebbe iniziare a salire al primo piano di un palazzo, aspettare un pò, osservare tutto ciò che le sta intorno, poi tornare indietro. A seguire, potrebbe decidere di compiere un ulteriore passaggio, arrivando la volta dopo al secondo piano. E così via.
  • Iscriversi a un corso di arrampicata, che viene praticata in tutta sicurezza all’interno di palestre con personale qualificato. 
  • Se l’acrofobia diventa eccessivamente invalidante, tanto da compromettere la vita e le attività quotidiane della persona, è opportuno rivolgersi ad uno psicologo con cui intraprendere un percorso orientato al superamento della paura.
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