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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Donna

Linkedin scaccia le prostitute: no al sesso sul social

I termini di servizio del social network bandiscono esplicitamente la prostituzione e allontanano le escort dalla rete di rapporti professionali

Tempi duri per coloro che esercitano il mestiere più antico della terra: le escort e i gigolò che pensavano di infittire la rete di contatti mordi e fuggi grazie all'avvento dei social network, dovranno rivedere gli espedienti utilizzati per unire nell'etere la domanda e l'offerta di prestazioni sessuali.

Linkedin, il social network più serio del web che imbastisce relazioni lavorative tra gli utenti, ha esplicitamente bandito coloro che intendono utilizzare la piattaforma virtuale per erogare servizi erotici, aggiornando i termini di servizio con una clausola che invita gli iscritti a non creare profili o pubblicare contenuti che promuovano la mercificazione del sesso, anche se nel proprio Paese queste attività sono legali.

Su Linkedin, infatti, abbondano gli account che rimandano ad attività promiscue, spesso celate sotto la dicitura "studentessa" o "intrattenimento", per questo un portavoce di Linkedin ha spiegato che, nonostante il social network abbia sempre proibito ai propri iscritti di svolgere attività contrarie alla legge, in alcuni Paesi in cui l'azienda opera la prostituzione è legale, -l'Olanda ad esempio-, motivo per cui si è resa necessaria l'ulteriore precisazione.

Pare più che mai obsoleto, ma il ritorno ai vecchi annunci stampati sui quotidiani sotto le mentite spoglie di 'massaggiatrici' e compagnia bella, sembra essere ancora oggi la via maestra per soddisfare voglie fugaci.

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