Lunedì, 27 Settembre 2021
Donna

Pubblicità oltraggiosa della Clendy: le donne si infuriano

Al claim "elimina tutte le tracce” è subito bufera sull'azienda di prodotti casalinghi accusata di femminicidio e maschilismo. Le donne non apprezzano l'ironia

La rete si scatena in modo furioso contro l’azienda che giorni fa ha avuto l'idea di lanciare una pubblicità per prodotti casalinghi dal claim “elimina tutte le tracce”.

Niente di strano se non fosse che il prodotto in questione, uno strofinaccio, sia tenuto in mano da un uomo seduto sul letto accanto al corpo di una donna apparentemente senza vita e nuda.

Non ne manca una versione anche femminile della scena, in cui è lei ad essere l'assassina. Ma le ragazze non si sono accontentate di questa piccola “rivincita” ed annunciano così un boicottaggio globale. Molte si sono accanite sul soggetto maschile, attribuendogli un ruolo di istigatore alla violenza sulle donne.

L'azienda Casoria ha osato troppo stavolta e ne sta pagando le conseguenze. Speriamo sia solamente un errore, come nel caso dell'azienda Aston Martin dei giorni passati, ma al momento non sembrerebbe.

LE POLEMICHE SU FACEBOOK - Antonella: "Anche la vita, l'anima e il corpo delle donne tra i materiali di consumo per la casa?! Vergogna, con questa campagna pubblicitaria vi siete tirati la zappa sui piedi". Mariapia: "Non so se il vostro panno in microfibra "ammazza" davvero lo sporco più ostinato, quel che so è che con questa campagna avete ammazzato le vostre vendite". Ginger: "La vostra pubblicità è un insulto alle donne, alla cultura italiana".

Clendy - donna uccide uomo-2

LE REAZIONI - “Nel migliore dei casi possiamo parlare di cattivo gusto, ma le evocazioni dei 3 x 6 dello strofinaccio che, come recitano i cartelloni pubblicitari, ‘elimina tutte le tracce’ sono indecenti e danno, tanto nel caso in cui la presunta vittima sia donna quanto in quello in cui sia uomo, la peggiore idea possibile del senso del rapporto di coppia, di come vanno risolti i conflitti, del senso stesso del valore della vita umana che, evidentemente, per la casa produttrice dello strofinaccio, vale meno del cencio che si tenta di vendere”. Lo afferma Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud del Consiglio comunale di Napoli, per il quale “questa vicenda non ha nulla a che vedere con la riserva indiana evocata da Luisa Bossa. Quei manifesti, per il rispetto che si deve alla vita delle persone, uomini o donne che siano, vanno rimossi”. “E mi auguro  - conclude - che il sindaco ne elimini tutte le tracce”. (da Napoli Today)

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