Una tecnica efficace per far rispettare le regole a tuo figlio (e vivere meglio)

I bambini hanno molto bisogno di regole, ma farle rispettare non è sempre facile: ecco alcuni consigli della psicologa Valliéres

In un mondo perfetto i nostri bambini obbediscono ai genitori senza battere ciglio: rimettono in ordine i giochi prima di andare a letto, si lavano i denti senza doverli strattonare ogni santo giorno, non piangono e non fanno mai i capricci, sono educati con gli ospiti e si rifanno persino il letto da soli. Ma questo mondo perfetto non esiste, e anche noi come genitori spesso ci sentiamo sconfitti e sbagliati. Allora, quando si diventa genitori ci si accorge presto che stabilire delle regole è fondamentale: che non siano troppe né troppo rigide, ma è il bambino stesso ad averne bisogno per non essere in balia di se stesso, per ricevere degli argini entro i quali sperimentare i suoi passi e crescere, per il benessere di tutto l’ambiente familiare.

Ma come riuscire a stabilire delle regole e a farle rispettare? A questo proposito, la psicologa Suzanne Valliéres ha messo a punto una tecnica che risulta di grande efficacia per comunicare i punti fermi con i figli: la regola delle 5 "C". Vediamo in che cosa consiste.

Cinque passi per far rispettare le regole ai babini

1. Chiarezza

Quando si stabiliscono delle regole, bisogna usare parole semplici, adatte all'età e spiegarle in maniera chiara. Ad esempio: “Ognuno toglie il suo piatto dopo il pasto”, oppure “prima di andare a dormire bisogna rimettere a posto i giochi”.

2. Concretezza

Affinchè il bambino possa eseguire e rispettare le richieste, le regole devono essere concrete; tornando all’esempio di prima, chiedere di riordinare i giocattoli è un’indicazione concreta, mentre se chiedessimo di mantenere la stanza pulita, potrebbe non esserlo. Nel momento in cui il bambino obbedisce, è importante incentivare il suo comportamento: apprezzare perché ha rimesso a posto, elogiare la bellezza delle cose in ordine, etc. Il rinforzo emotivo sarà fonte di autostima.

3. Costanza

Le regole non devono cambiare di volta in volta o se è il papà o la mamma a farle rispettare, ma devo essere un punto fisso. Tra i due genitori ci deve essere la stessa linea educativa. Cambiare continuamente le regole o il modo in cui le si deve rispettare crea confusione nel bambino; invece un comportamento costante educa il babino anche a prevedere la reazione dei genitori. Tutto senza dimenticare, naturalmente, flessibilità, ad esempio una regola può essere momentaneamente sospesa se c’è un ospite o una situazione eccezionale, ma è sempre necessario esplicitare chiaramente al bambino che si tratta di una eccezione.

4. Coerenza

Questo aspetto a volte risulta in più difficile. Infatti sono i genitori i primi a dover rispettare le regole imposte in famiglia, questo il miglior esempio che si possa dare. Un consiglio non da poco per quando il bambino risulti molto agitato, anziché alzare i toni anche noi, mettendoci sullo stesso piano del piccolo, è quello di sussurrare quello che vogliamo dirgli. Afferma la la Valliéres "La mamma che sussurra scioglie la tensione, rassicura il bambino, attira l'attenzione e lo distoglie dal suo comportamento. Il bambino tenderà a calmarsi e sarà più disponibile ad ascoltare ed eventualmente a collaborare" spiega la Valliéres.

5. Conseguenze

La tendenza comune di tutti i bambini (quindi non pensate che siano solo i vostri a comportarsi come diavoli) è quella di opporsi alle regole e a mettere costantemente in crisi i genitori. Per questo è importante far capire chiaramente ai figli che la disubbidienza comporta una punizione. In questo modo si consolida il legame associativo regola infranta/punizione. Per esempio: se c'è la regola di non alzarsi prima che tutti abbiano finito il pasto, chi trasgredisce pagherà la conseguenza di non fare merenda. Altro esempio, se il bambino si rifiuta di riordinare i giocattoli, questi gli verranno sequestrati per un breve periodo. La psicologa Valliéres consiglia come “punizioni” anche quella di mandarli a letto 15 minuti prima; o lasciarli in disparte per 2-5 minuti per riflettere (ma solo dopo i tre anni).

Quello che è assolutamente da evitare sono punizioni corporali o frasi come "Sei cattivo", "perché ti comporti sempre così", queste possono umiliare il piccolo. Non bisogna infatti mai usare il verbo essere con accezioni negative, questo è molto diseducativo. Quando le conseguenze della trasgressione della regola sono ragionevoli, il bambino le capirà più facilmente e ciò contribuirà a formare in lui il senso di responsabilità.

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