Domenica, 11 Aprile 2021

Sesso, meglio farlo al buio: la scienza spiega perché

Gli esperti hanno rilevato come il buon funzionamento dell'orologio biologico regolato dai ritmi circadiani possa ridursi in presenza di 'perturbazioni luminose' in camera da letto e compromettere la possibilità di avere un figlio

Niente luci d’atmosfera, penombre accattivanti o barlumi sensuali: l’unico protagonista ammesso a vegliare sull’incontro degli amanti in camera da letto è il buio pesto, sempre che il fine ultimo dell’unione sia il concepimento di un figlio.

Suona più o meno così il consiglio che alcuni scienziati danno agli aspiranti genitori per aumentare le probabilità di avere un figlio, dal momento che pare che la fertilità femminile, legata a doppio filo con il buon funzionamento dell’orologio biologico regolato dai ritmi circadiani, possa ridursi nella stanza che fa da location all’incontro in presenza di ‘perturbazioni luminose’, soprattutto nelle donne non più giovanissime. 

Al contrario, fanno sapere gli esperti sentiti dal Daily Mail, rispettare il buio della notte aiuterebbe e non poco e ciò significa spegnere lampadari e abat-jour, chiudere bene le serrande, abbassare fino in fondo le tapparelle e tirare le tende, ma anche premere il pulsante ‘off’ su tablet, computer e smartphone. 

Lo spunto è una ricerca condotta da scienziati giapponesi e americani sui topi, pubblicata su ‘Cell Reports’ che ha rilevato come scombinare i ritmi circadiani dei roditori femmina diminuisca la probabilità di gravidanze quando l’animale è di mezza età. Fra le topoline più adulte sottoposte a stimoli in grado di ‘sballare’ l’orologio biologico, il tasso di concepimento è risultato abbattuto dal 71% al 10%, effetto ritenuto reversibile semplicemente eliminando i fattori che disturbavano i ritmi circadiani, in particolare pasti irregolari e ambienti di vita troppo illuminati.

Per quanto lo studio abbia riguardato i topi, gli autori hanno ammesso che “preservare la precisione dell’orologio biologico – impostato sulla luce del sole e non su quella artificiale – può essere un elemento chiave anche per la fertilità delle donne”: “Nella società moderna la popolazione femminile è esposta a troppe interferenze ambientali che potrebbero giocare un ruolo nelle difficoltà di concepimento” assicura Gene Block dell’università della California a Los Angeles che aggiunge che il problema riguarda una coppia su 7 e in molti casi le cause restano misteriose. 

Neil Stanley, specialista inglese di disturbi di sonno, spiega che “i nostri ritmi biologici sono squisitamente temporizzati e non c’è da stupirsi se la fertilità è legata anche al ciclo del sonno” e sul punto concorda anche Darren Griffin della Kent University, convinto che lo studio sui topi rappresenti “un progresso significativo “soprattutto perché le difficoltà di concepimento sembrano rientrare quando i ritmi circadiani vengono ripristinati. Gli uomini certo non sono topi e nelle donne una corretta alternanza luce-buio può rappresentare eventualmente solo una faccia del problema. Ciò detto – conclude – il messaggio che la fertilità è collegata allo stato di benessere generale non va affatto sottovalutato”.

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