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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Donna

Uno, nessuno, centomila, quanti ex-amanti è giusto avere?

Spesso il nostro partner soffre di gelosie retrospettive, ma niente sensi di colpa. Aver provato più partner è del tutto lecito

E’ fatta: quel bel ragazzo conosciuto in discoteca, ciuffo alla Elvis e aria da macho, è ora al vostro fianco, pronto da esibire alle amiche – sicuramente invidiosissime.

La relazione è appena agli inizi, e tutto sembra andare a meraviglia, quindi è inevitabile che prima o poi – se già non è successo - si parli del reciproco passato amoroso.

Argomento che costituisce un vero campo minato, è fatale che ne scaturisca la fatidica domanda: “Ma con quanti uomini tu....?”. E ora?

Poco elegante confessare che non si è tenuto il conto, e squalliduccio azzardare un “due o tre”, anche perché lui di solito rilancia: “due...o tre?”, conviene ripiegare su tattiche di aggiramento del problema, rivelandogli che,  dopo aver provato l’amore con lui, tutti gli altri sono scomparsi irreparabilmente all’orizzonte, e comunque erano state cosucce!

Ma è davvero significativo il numero degli amanti che una donna ha collezionato? Sicuramente vanto tipico degli uomini, la parità tra i sessi ha portato anche ad un analogo fenomeno tra le girls – e non si tratta certo di una delle caratteristiche migliori che abbiamo mutuato dal genere maschile.

La  scoperta delle gioie del sesso porta inevitabilmente alla curiosità di provare più partner, curiosità che viene o meno soddisfatta in relazione alla propria intraprendenza e spregiudicatezza, ma è anche vero che il collezionismo in amore porta alla fine solo un certo senso di vuoto e di saturazione.

D’altra parte, vogliamo proprio restare tutta la vita con il primo che ci ha fatto battere il cuore e provare l’estasi dei sensi, rinunciando a qualsiasi altra interessante “sperimentazione”?

Decisamente no, ma come sempre l’equilibrio è nel mezzo: giusto aver cambiato più partner e giusto avere messo alla prova le nostre capacità amatorie anche in situazioni diverse e senza – obbligatoriamente – la presenza di un grande amore, perciò...niente sensi di colpa nel dribblare le domande insidiose dell’ultimo partner (con la speranza che "sia proprio quello giusto").

Legittimo anche il gioco, che porta a qualche allegra esperienza di “amicizia amorosa”, vissuta all’insegna della leggerezza e del divertimento, ma giusto anche non buttarsi via in avventure e avventurette, consumate solo per riempire una sera vuota o fungere da improbabile rimedio per un attacco di malinconia.

Se ci siamo cascate, attenzione, urge un momento di riflessione, perché alla tristezza si rimedia in altro modo, altrimenti si rischia solo l’effetto boomerang, che peggiora la situazione: più ci sentiamo giù, più ci buttiamo via.....e più ci buttiamo via, più affondiamo nella depressione e nella disistima.

Detto questo, difendiamo il nostro passato e le nostre scelte, qualsiasi esse siano state, e proteggiamo la nostra privacy dalle incursioni di gelosia retrospettiva dell’attuale amante! Rispondiamogli che  il passato non esiste più, il futuro ancora da inventare, ed è solo il  presente che va vissuto, e con la massima intensità.

Lui non molla e continua a fare domande? Brutto segno, la gelosia è gratificante quando è MOLTO moderata, altrimenti può diventare anche foriera di grossi guai.  A proposito, e lui, quante donne ha avuto? Avete provato a condurre una seria e approfondita indagine?

Nella foto: Keanu Reeves e Charlize Theron nel film "Sweet November" (2001), che racconta di una giovane donna che ogni mese cambia amante

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