Sindrome di Peter Pan, ovvero dell'eterno bambino: caratteristiche e tipicità di un modo di essere

Immaturità, incapacità di rispettare regole e di vivere legami: una problematica diffusa dalla quale si può uscire con una sana educazione fin da piccoli

Peter Pan da Prima Bergamo

Se è vero che esiste una sindrome di Wendy o della crocerossina, all’opposto esiste anche una sindrome di Peter Pan. Di che cosa si tratta?

In pochissime parole, questa modalità di comportamento è quella tipica di un adulto che si comporta come un bambino. Questa sindrome comporta l'atteggiamento di chi vive un'eterna fanciullezza, rifiutandosi di crescere, rigettando di assumersi qualsiasi responsabilità, evitando di fare delle scelte: in molti casi colpisce gli uomini. Quelli con la sindrome di Peter Pan sono uomini bambini che hanno paura di crescere e spesso manifestano anche una incapacità di amare e stabilire relazioni affettive durature. In ogni caso, si ha una persona immatura che fugge dalla realtà o da se stessa, mantenedno dei tratti infantili anche in età adulta. L'eterno Peter Pan vive in un eterno oggi, non tollera regole o restrizioni e non regge i legami. Nella maggior parte dei casi questo avviene perché le regole non gli sono mai state imposte o insegnate.  La società in cui viviamo non aiuta questo tipo di persone, anzi, le favorisce: la possibiltà di fare scelte tra le più disparate, l’instabilità affettiva ed esistenziale senza una bussola che ci dia un orientamento, rende difficile maturare e diventare adulti. 

Vediamo di capire dove nasce la sindrome di Peter Pan.

Genitori che non impongono regole

I genitori di oggi non attuano il modello autoritario (e questo è un bene, se si fa posto a un approccio empatico che rispetti le naturali esigenze dei bambini) e quello che ha prevalso è un comportamento permissivo e iperprotettivo. Ciò che diventa importante sembra piuttosto il compiacimento dei figli ma ciò a discapito del difficilissimo compito che è quello di educare. Questo atteggiamento comporta che i figli recepiscano il messaggio che non sono in grando di fare da soli, con gravi deficit nell'autostima e nell’autonomia. Questo è l’anticamera per crescere persone immature e infantili. Quello che aiuta a crescere, infatti, è un confronto con le proprie frustrazioni, con le difficoltà, con i fallimenti che ogni giovane deve poter sperimentare nel contesto protetto della famiglia. 

Dare limiti per imparare a conoscere i propri limiti

Come detto da psicologi e sociologi, la funzione normativa dei genitori risulta oggi svuotata. A questo si aggiunge anche il cambio e la crisi dei ruoli tra madre e padre. Porre dei limiti è fortemente educativo per i giovani, perché senza un limite  non è possibile pensare di andare oltre e superarlo. Il complesso di Peter Pan ricade nella difficoltà di alcune persone cresciute sotto una campana di vetro, che non sono mai state messe di fronte ai problemi, alle sofferenze della vita, al dolore, alle responsabilità, alle conseguenze delle scelte, o anche alla possibilità di programmare o prendere alcune decisioni; infatti ogni scelta implica una rinuncia e queste persone non ne sarebbero capaci.

Come aiutare chi ha la sindrome di Peter Pan?

Esiste un modo per uscire da questo atteggiamento e finalmente diventare adulti maturi e responsabili? Con molto lavoro su se stessi, sì. Intanto per evitare di generare dei futuri Peter Pan, è auspicabile iniziare fin da piccoli a trasmettere ai figli forti passioni e desideri in grado di fare da stimolo a misurarsi con un obiettivo e con le eventuali delusioni che il raggiungerlo comporta.

Le passioni e gli obiettivi servono al bambino e ragazzo ad esprimersi ed esporsi, stimolando quel percorso di crescita che altrimenti rimane sempre bloccato. Va detto che per diventare adulti è indispensabile imparare ad accettare il dolore e solcare le difficoltà come passaggi indispensabili del proprio percorso di crescita personale. Questa parte del cammino non si può proprio saltare. Bisogna imparare ad ascoltare le proprie emozioni, saperle gestire, saper rimanere in contatto con esse. Se le sopprimiamo, le emozioni trovano altri canali per esprimersi, ed ecco che possono diventare ansia e depressione, tratti frequenti nelle persone che sfuggono a se stesse. A ben vedere, la fine della storia di Peter Pan narra che Wendy e i fratellini tornano a casa perché sentono la mancanza dei genitori, cioè perché vogliono crescere. Invece Peter Pan sceglie di rimanere sull'Isola che non c'è, un luogo che non esiste nella realtà perché per crescere è impossibile sfuggire a se stessi. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Estrazioni Lotto e SuperEnalotto di oggi sabato 19 settembre 2020: numeri e quote

  • Chi è Tommaso Zorzi e perché è famoso: tutto sull'influencer, dall'amore alla carriera

  • Estrazioni Lotto e SuperEnalotto di martedì 22 settembre 2020: numeri e quote

  • Mascherina (di nuovo) obbligatoria all'aperto in Campania: l'ordinanza di De Luca

  • Calciomercato, le ultime notizie su trattative, acquisti e cessioni: Lazio, colpo in difesa

  • Brogli, schede occultate al seggio elettorale: arrivano i carabinieri, il presidente si dimette

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
Today è in caricamento