Sonnambulismo, come comportarsi per controllarlo

Un disturbo abbastanza diffuso tra adulti e bambini, di natura benigna ma potenzialmente pericoloso: ecco cosa comporta

Foto da Shutterstock

Rientra tra i disturbi del sonno ed è più diffuso di quanto non si pensi: stiamo parlando del sonnambulismo. Questo fenomeno si presenta generalmente entro due ore dall'addormentamento e gli episodi durano generalmente dai 5 ai 20 minuti. La persona che ne soffre mette in atto comportamenti e movimenti senza esserne cosciente, in quanto di fatto il sonnambulo sta continuando a dormire e al risveglio non ricorda nulla di quanto avvenuto. Durante gli episodi di sonnambulismo la persona può semplicemente sedersi sul letto con gli occhi aperti o anche eseguire gesti ripetitivi del quotidiano. A volte il sonnambulismo implica anche l’azione del parlare. 

Ci sono poi casi in cui la manifestazione riscontra comportamenti più complessi come camminare in casa, lavarsi e vestirsi e altre azioni simili. In situazioni più estreme possono verificarsi anche sequenze di comportamenti molto complessi quali uscire di casa, salire in auto e guidare. La natura del sonnambulismo è definita benigna, ma per i comportamenti che questo disturbo comporta, il soggetto che ne soffre può arrivare a compiere atti pericolosi per se stesso (come ad esempio uscire di casa). Nella popolazione adulta, il sonnambuismo non è in genere associato a nessuna patologia psicologica o psichiatrica. Per quanto riguarda i bambini, la prevalenza è maggiore nell’età infantile, specialmente tra i tre e sette anni. Secondo alcune ricerche americane, il sonnambulismo è più frequente in bambini che manifestano sintomi di apnea notturna e pavor nocturnus. I sintomi di sonnambulismo tendono a scomparire naturalmente.

I sintomi del sonnambulismo

Il sonnambulismo si manifesta entro poche ore dall’addormentamento, durante la fase del sonno profondo ma può verificarsi anche in fasi di sonno REM.

Tra i sintomi del sonnambulismo ci sono:

–  camminare, parlare e/o compiere azioni e movimenti nel sonno;

–  al risveglio, amnesia totale o parziale degli episodi di sonnambulismo;

– difficoltà a svegliarsi durante l’episodio;

– comportamenti deleteri (come per esempio urinare non in bagno ma in altri ambienti della casa);

– urlare e gridare (specialmente nei bambini che soffrono di pavor nocturnus);

– possibili reazioni aggressive.

Le attività vengono compiute ad occhi aperti e spesso chi osserva il sonnambulo è convinto che la persona sia sveglia.

Le cause del sonnambulismo

Secondo gli esperti di Sate of Mind, il sonnambulismo deriva di più fattori: da un lato i fattori genetici hanno un ruolo importante nella manifestazione del disturbo in quanto circa la metà dei pazienti sonnambuli hanno almeno un familiare che a sua volta ha presentato gli stessi sintomi in passato. Fra gli altri fattori causali intervengono: anzitutto la mancanza di sonno, poi fattori medici (ad esempio febbre alta e infezioni) e fattori psicologici (ad esempio periodi di intenso stress, stanchezza o traumi subiti). Infine contribuiscono al sonnambulismo anche l’uso di sostanze psicoattive, droghe o alcool.  Pare che il sonnambulismo cronico nei bambini sia associato ad altri disturbi del sonno, problemi comportamentali e deficit nella regolazione emotiva. Inoltre anche una buona qualità del sonno incide nello sviluppo cerebrale precoce, così come nei processi di apprendimento.

Che cosa fare

Generalmente il sonnambulismo si risolve sponstaneamente. Per “curarlo”, in generale è fondamentale praticare una buona igiene del sonno, sia per i bambini che per gli adulti:

  • mantenere orari di addormentamento/risveglio regolari
  • evitare di dormire poco o di andare a dormire troppo tardi
  • evitare l’uso di alcool e sostanze stupefacenti
  • creare una routine di addormentamento
  • usare tecniche di rilassamento prima dell’addormentamento.

Anche creare un ambiente sicuro per prevenire criticità e incidenti durante gli episodi può essere utile:

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  • evitare di dormire in letti a castello 
  • eliminare oggetti affilati, contundenti e fragili dalla camera da letto
  • predisporre cancelletti in prossimità di scale all’interno della casa 

In aggiunta a questo si può attuare interventi di tipo psicologico per far fronte ad eventuali fattori di stress che possono contribuire alla manifestazione del sonnambulismo.

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