Lunedì, 18 Ottobre 2021
Donna

"Serve dei maschi, macchine per fare figli": il dramma delle 'spose bambine'

Il mondo si mobilita in favore delle tante adolescenti che, dall'Asia all'Africa passando per l'America Latina, sono costrette a diventare mogli anche a 12 anni. La Giornata Internazionale delle Bambine dell'11 ottobre serve ad urlare basta ad una cultura che ruba loro il diritto di crescere

ROMA - Per arrivare ad istituire un'intera giornata dedicata a loro, alle bambine di tutto il mondo private del sacrosanto diritto di vivere la loro infanzia, il problema è evidentemente ben più grave di quanto si possa percepire qui, dove l'idea che un padre 'consegni' la sua figlia 12enne in sposa ad un uomo di trent'anni più vecchio è un'aberrazione lontana da ogni immaginabile decenza.

Ma la realtà è questa, c'è ed esiste e per quanto geograficamente distante dallo spazio e dalla cultura occidentale, è tristemente vissuta da tante, troppe adolescenti che continuano a crescere ignorando di avere dei diritti per il solo fatto di respirare, convinte di essere solo 'cose' nelle mani di chi le ha messe al mondo e le considera preziose sì, ma solo come fruttuosa merce di scambio.

L'Ong internazionale 'Plan' che da 75 anni si batte per migliorare il futuro di milioni di bambini ha dato voce a 7.179 ragazze e ragazzi (perché l’emancipazione delle donne di domani è anche nelle mani degli uomini di domani) tra i 12 e i 16 anni in 11 Paesi in via di sviluppo in Asia (Bangladesh e Pakistan), America Latina (Ecuador, Nicaragua e Paraguay) e Africa (Egitto, Uganda, Zimbabwe, Benin, Cameroon e Liberia) con l’obiettivo di far raccontare ai bambini stessi per la prima volta quale sia la percezione della loro realtà, anziché basarsi solo sui dati statistici.

Ciò che emerge ha dell'incredibile. "Noi non abbiamo il potere di decidere sulle gravidanze. Gli uomini ci dicono: “'Siete macchine per far nascere bambini' " racconta un’adolescente pakistana, "Spesso veniamo molestate dai nostri parenti ma non possiamo dirlo" spiega una giovane dello Zimbabwe, "Le ragazze sono come serve dei ragazzi e degli uomini. I loro problemi non importano davvero" dice una camerunense: sono storie vere, stralci di vita che non possono lasciare indifferenti le coscienze, considerando che a peggiorare la situazione c’è anche la mancanza di conoscenza riguardo alle malattie sessualmente trasmissibili e ai metodi anticoncezionali.

Secondo l’Unicef, più di 700 milioni di donne si sono sposate minorenni (una su tre sotto i 15 anni) correndo il 60 per cento in più di rischio che i loro figli muoiano nel primo anno di vita, mentre oltre due terzi delle intervistate in Asia affermano che non possono (o possono raramente) controllare le decisioni relative a quando e con chi sposarsi.

Molte di loro non desiderano altro che poter almeno posticipare la data delle nozze alla fine della scuola e, in effetti, pochissime tornano in classe dopo il matrimonio, con tutto ciò che consegue dall'assenza di istruzione, come la mancanza di libertà di decidere del proprio futuro e l'incapacità di comprendere quale sbocco dare alla propria esistenza.

Si cresce aspettandosi, prima o poi, di essere vittime di violenza, insomma, così si diventa adulte in qualche parte di terra dove la Giornata Internazionale delle Bambine dell'11 ottobre arriva spinta dalla rabbia di chi non riesce a chiudere occhi e orecchie davanti ad un ad una tragedia che deve - non può non farlo - coinvolgere il resto del mondo.

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