Martedì, 22 Giugno 2021
L'iniziativa

Per la Festa della Mamma tornano a sbocciare le azalee dell’Airc per la lotta ai tumori delle donne

In piazza in tutta Italia i fiori simbolo della ricerca: ogni anno in Italia solo 182mila le donne che si ammalano di tumore

Tornano le azalee per la ricerca di fondazione Airc. In occasione della Festa della Mamma domenica 9 maggio, i fiori simbolo della lotta ai tumori femminili saranno distribuiti di nuovo nelle piazze italiane (compatibilmente con le indicazioni delle autorità sanitarie e del governo), a fronte di una donazione di 15 euro che andrà a sostenere la ricerca. Ogni azalea è accompagnata da una speciale guida con tutte le informazioni su prevenzione, cura dei tumori e alcune facili ricette da dedicare alla mamma.

Qui l'elenco delle piazze dove trovare l'Azalea della Ricerca, in continua evoluzione

In Italia ogni anno 182mila donne si ammalano di cancro

Da quando sono "sbocciate" per la prima volta nel 1984, le azalee per la ricerca di Airc hanno consentito di raccogliere oltre 275 milioni di euro per sostenere la ricerca sullo sviluppo di metodi per diagnosi sempre più precoci e terapie personalizzate, più efficaci e meglio tollerate per i tumori che colpiscono le donne.

Circa una su tre è colpita da un tumore nel corso della vita e nel 2020 sono state stimate nel nostro Paese oltre 182.000 nuove diagnosi nel genere femminile. I nuovi casi di tumore più frequenti fra le donne sono stati: mammella (55.000), colon-retto (20.200), polmone (13.300), tiroide (9.800), utero (8.300), pancreas (7.400), melanoma (6.700), linfoma non-Hodgkin (6.100), stomaco (6.100), ovaio (5.100). "Questi numeri ci dicono che è necessario continuare a investire nella ricerca oncologica perché la possibilità di avere nuove cure parte da lontano: le pazienti beneficiano oggi dei risultati che i ricercatori hanno ottenuto grazie a decenni di studi e investimenti", ricorda Airc.

Grazie alla diagnosi precoce e a terapie sempre più efficaci, oggi in Italia quasi 3,6 milioni di pazienti hanno superato un cancro, con un incremento del 37% circa rispetto a 10 anni fa. Nelle donne la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari a circa il 63 per cento rispetto al 54 per cento per gli uomini. In particolare, il dato cresce fino all'87 per cento per il tumore al seno dove la ricerca ha raggiunto risultati molto importanti. Resta però ancora tanto da fare per le forme più aggressive, quelle che non rispondono alle terapie oggi disponibili, come accade per il tumore al seno triplo negativo o per il carcinoma mammario metastatico.

Negli ultimi anni la percentuale di sopravvivenza nei casi di tumore al colon-retto è arrivata al 65 per cento circa, grazie ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie, sempre più precise e mirate. I dati indicano però un aumento dell'incidenza di questa malattia nella popolazione femminile, imputabile all'adozione di comportamenti poco salutari. Particolarmente preoccupante anche la crescita tra le donne di casi di tumore del polmone: solo nell'ultimo anno si è registrato un + 3,4 per cento. Per ridurre il rischio è fondamentale eliminare la prima causa: il fumo, l'85-90% dei tumori polmonari è causato proprio da questa abitudine nociva.

Paola e Anna, le loro storie per la ricerca sulla salute delle donne

Paola Storti, ricercatrice presso il Dipartimento Medicina e Chirurgia Università di Parma, è una delle migliaia di ricercatrici impegnate al fianco di Airc. Storti guida un progetto della fondazione sul mieloma multiplo, un tumore maligno delle plasmacellule che risiedono nel midollo osseo: "Ho deciso di diventare ricercatrice ai tempi dell'università all'inizio spinta dalla curiosità per un lavoro così stimolate e sempre potenzialmente diverso dal giorno precedente. La mia ricerca mira a individuare le caratteristiche del microambiente che permettano di identificare precocemente la progressione della malattia e di definirne i meccanismi".

Accanto a lei, come volto dell'iniziativa di quest'anno, c'è Anna, volontaria che ha coinvolto tantissimi amici e conoscenti nelle iniziative a sostegno dei ricercatori: "Nel 1972 mi è stato diagnosticato un tumore all'utero, avevo solo 15 anni. Se guardo indietro, oggi ho la consapevolezza di essere sopravvissuta. Da allora però la ricerca ha fatto progressi importanti per tantissimi pazienti? Ho incontrato Airc quasi per caso, ero genitore e rappresentante di classe e sono rimasta coinvolta negli anni al fianco della Fondazione! Come volontaria, anch'io mi sento parte della ricerca? e posso contribuire con il mio tempo a sostenere il lavoro dei nostri scienziati".

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