Domenica, 7 Marzo 2021

Chi è Alice Broccoli, l'allenatrice "licenziata per le foto su Instagram"

Allenava una squadra under 12. La replica della società romana Asd San Martino: "Ci siamo attivati su sollecitazione di taluni interessati". E intanto i giocatori si mettono in mutande "per solidarietà"

Alice Broccoli (Crediti Instagram)

"Oggi sono stata licenziata per le foto che pubblico sul mio profilo Instagram". A denunciare l'accaduto è Alice Broccoli, 33enne lombarda trasferitasi a Roma 10 anni fa, che ha postato una sua foto con la maglia dell'Atalanta, squadra per cui fa il tifo, accompagnata dal "j'accuse". Alice è un'allenatrice di categoria Under 12 e fino a qualche giorno fa allenava una squadra di giovanissimi dell'Asd San Martino a San Leone, nel quartiere Pigneto di Roma. Galeotte, a detta della Broccoli, sarebbero state le foto postate sul profilo instagram. 

Alice Broccoli: "Io licenziata per le foto su instagram" 

Intervistata da www.calcioatalanta.it, Alice ha spiegato: "Sono molto dispiaciuta perché questa decisione ha fatto arrabbiare parecchio i genitori e ha deluso i bambini. Lavoravo da anni in società: avevo iniziato come dirigente, poi come aiuto allenatore, poi un anno con i “Piccoli Amici”, mentre quest’anno ero alla prima esperienza come primo allenatore con gli esordienti".

Sempre Calcioatalanta.it riporta un'altra storia instagram in cui la 33enne denuncia: "Sono stata licenziata perché mi è stato detto che un’allenatrice/educatrice non può pubblicare certe foto sui social". E ancora: "Tutto quello che io faccio e ho fatto come persona viene cancellato e azzerato a causa di foto sul mio account personale di Instagram. Ciliegina sulla torta, del resto ho sempre dovuto fare il doppio per essere accettata la metà in una società dove essere una donna è un difetto". 

La replica del presidente 

Sulla pagina Facebook dell'associazione arriva la replica di Asd San Martino a San Leone, firmata dal presidente Angelo Bombardieri: "Nello specifico, la ASD si è attivata, su sollecitazione di taluni interessati e nel rispetto dello scopo associativo e delle norme comportamentali, per avere chiarezza in relazione alle foto dei nostri calciatori postate su un profilo social personale. Dispiace constatare che la vicenda stia assumendo rilievi molto delicati, con il coinvolgimento di soggetti terzi e che, pertanto, occorre, ora più che mai, cautela e senso di responsabilità da parte di tutti. Nell’auspicio che presto venga chiarita ogni cosa, l’ASD confida che i ragazzi possano giocare senza tensioni ed in assoluta tranquillità, considerando prioritario il loro benessere".

La solidarietà dei giocatori... in mutande: "Sembra il Medioevo"

Nelle ore successive i giocatori dell'Atletico San Lorenzo si sono immortalati in mutande in solidarietà con Alice: un modo - fanno sapere - per combattere gli stereotipi di genere. Con il suo gesto l'Atletico San Lorenzo ha deciso di 'scendere in campo' contro il sessismo nel calcio. "Sembra di essere nel Medioevo", ha scritto l'associazione con un post su Facebook. "Alice è un’allenatrice competente e stimata che, come ogni donna che sceglie di intraprendere queste strade, ha dovuto faticare il doppio per farsi spazio nel mondo del calcio. La sua colpa? Essere una donna libera e autodeterminata, in un ambiente da sempre pensato come maschile". 

Continua il post, "la sua credibilità professionale e la sua integrità personale sono state messe in discussione da alcuni scatti personali, ritenuti poco consoni ad una allenatrice e educatrice, perché nella nostra società essere donne libere ed emancipate ha un costo. Il sapore di questi giudizi - che invadono la sua vita privata e dei conseguenti provvedimenti nei suoi confronti - sembra essere quello della bigotteria moralizzante a cui le donne sono da sempre sottoposte. La società sessista in cui viviamo vede, pensa, percepisce e condanna il corpo delle donne ancora oggi. Un oggetto sessualizzato sempre, al servizio delle fantasie maschili. Quello stesso corpo che, invece, diventa il pretesto maschilista, puritano e ipocrita per accusare le donne di oscenità ed esibizionismo quando le stesse vogliono avere il controllo sulla propria immagine e mostrarsi liberamente. Ci uniamo all’indignazione e alla rabbia dei suoi colleghi mister, dei genitori e dei bambini che si sono visti privati della loro allenatrice. E ci aggreghiamo alla grandissima solidarietà che Alice sta ricevendo da ogni dove. Speriamo che questa onda di solidarietà e indignazione cresca di giorno in giorno, al fine di compiere un altro necessario passo verso #unaltrogeneredisport, libero dal sessismo".

Così la squadra di calcio a 11 ha deciso di postare una fotografia che li ritrae in mutande. Obiettivo: mostrare "come una stessa posa che ha come protagonista una donna susciti percezioni molto differenti quando ha come soggetto un corpo maschile, e di quanto sia radicato lo stereotipo di genere nello sguardo di chi osserva".

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