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Domenica, 29 Maggio 2022
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Chi sono le figlie degli oligarchi che si stanno ribellando a Putin

Sofia Abramovich e Ksenia Sobchak sono alcune delle donne che hanno preso le distanze dal presidente russo da sempre molto vicino alle loro famiglie

La guerra in Ucraina voluta da Putin non si ferma. I bombardamenti continuano e la scia di distruzione documentata ogni minuto da immagini che sconcertano porta con sé una sofferenza profonda davanti alla quale è impossibile far finta di nulla. Giorno dopo giorno sui social aumentano le espressioni di deplorazione verso un conflitto che non risparmia anziani, donne incinte e bambini, ma anche verso colui che lo ha iniziato e non accenna a porgli fine. E via via che l’orrore continua, le prese di distanza arrivano anche da parte di coloro che al presidente russo sono stati vicini in qualche modo, figlie e nipoti di quegli oligarchi ora sottoposti a pesanti sanzioni.

Chi sono le figlie degli oligarchi contro Putin

Contro Putin ci sono anche donne provenienti da famiglie che allo "zar" fanno riferimento da anni, che hanno sempre contato su un patrimonio immenso ora gravato da sanzioni che forse nella loro condizione di privilegio non avrebbero mai immaginato. Ora, però, davanti alla devastazione di città e di vite umane, anche loro si sono schierate contro l’uomo che ha stabilito ogni attimo, ogni centimetro della massiva distruzione. Poi qualcuna ha fatto marcia indietro facendo sparire riferimenti espliciti, altre no.  

Dall’account di Sofia Abramovich, figlia del magnate Roman tra gli uomini più ricchi del mondo e destinatario della sanzione del blocco dei beni, sono spariti tutti i post delle ultime tre settimane. In un primo momento aveva commentato il conflitto scrivendo “La Russia vuole la guerra con l’Ucraina” poi diventato “Putin vuole la guerra contro l’Ucraina”. E ancora: “La bugia più grande e di maggior successo della propaganda del Cremlino è che la maggior parte dei russi sta dalla parte di Putin”. Pensiero che oggi non è più visibile. Proprio come la sua quotidianità, adesso nascosta dalla vetrina social.

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C’è anche Maria Yumasheva, 19 anni, nipote dell’ex presidente russo Boris Eltsin ed erede di Valentin Yumashev (uomo d’affari tra i consiglieri di Putin) tra chi dice no. Lo fa con una bandiera dell’Ucraina e un cuore spezzato che da solo basta a far capire da che parte stia. La data è il 24 febbraio, giorno dell’inizio dell’invasione da parte della Russia. Poi il silenzio. Lo stesso in cui è piombato anche il suo compagno Fedor Smolov, calciatore attaccante della Nazionale russa, dopo aver postato su Instagram un riquadro totalmente nero in segno di lutto.

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Tace anche Elizaveta Peskova, figlia di Dmitry Peskov che di Putin è uno dei portavoce. Tace adesso, però, dopo aver espresso il suo dissenso su Instagram con l’hashtag #notothewar a corredo di alcune storie. Il suo account prima è diventato privato, poi di nuovo pubblico, ma ogni riferimento alla situaizone attuale è scomparso. Elizaveta, Lisa per i suoi 237mila follower, vive con la madre Katerina Solonitsyna in una casa extra lusso di Parigi, con vista sull’Arco di Trionfo.

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Ksenia Sobchak è la figlia di Anatoly Sobchak, scomparso nel 2000, primo sindaco democraticamente eletto di San Pietroburgo e mentore politico di Putin e del vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitrij Medvedev. Anche lei, conduttrice televisiva, giornalista e attrice di San Pietroburgo, si è espressa contro la guerra, e alla sua mamma, la senatrice Ljudmila Narusova che è stata una dei due componenti della Duma contrari all’ “operazione militare speciale”, ha rivolto il suo plateale supporto. “Orgogliosa di te e preoccupata per te”, ha scritto Ksenia su un post ancora visibile on line.

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