Clio Make Up accusata di razzismo: “I suoi correttori sono per pelli bianche”. Lei replica: “Incredibile”

L’imprenditrice digitale risponde alle critiche di chi le ha rimproverato di aver creato una linea di cosmetici poco inclusivi

Clio Make Up

Clio Zammatteo non ci sta a passare per razzista, e a chi l’ha accusata di aver privilegiato le pelli bianche a scapito di quelle scure nella sua collezione di correttori ‘OhMyLove’, ha replicato con la schiettezza che tanto l’ha resa popolare tra i suoi follower.

“Negli ultimi giorni non sono riuscita a dormire, questa polemica mi ha preso alla sprovvista. Ho lavorato tanto a questo prodotto nel rispetto dell’inclusività e venire percepita come l’opposto mi ha fatto stare male, non ho capito dove ho sbagliato”, ha dichiarato Clio Make Up in un’intervista a Repubblica rilasciata proprio per respingere le critiche di coloro che le hanno rimproverato la realizzazione di solo 4 gradazioni dei suoi correttori per le persone dalla pelle scura. Una percentuale ritenuta troppo bassa per un prodotto che dovrebbe essere inclusivo.

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Clio Make Up accusata di razzismo per la linea di correttori

Con le sue 14 sfumature di trucco create per nascondere le imperfezioni di una varia platea di clienti con il colore della pelle diverso, l’imprenditrice digitale 38enne Clio Make Up voleva rappresentare la diversità, ma invece è stata accusata di razzismo. “È incredibile, ho vissuto 12 anni nel quartiere afroamericano di New York e ho visto cosa è il razzismo vero, quello dell’odio. Nella mia famiglia la parola odio non esiste per niente e per nessuno”, ha spiegato la star della cosmetica: “Da make-up artist sono abituata a muovermi con un kit ridotto e per questo ho pensato a una linea ridotta che però potesse includere tutti. Non ho la presunzione di dire che in 14 ma anche 50 o 100 gradazioni si possano rappresentare tutte le persone del mondo”.

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E sui ‘leoni da tastiera’, autori dei commenti più feroci, Clio Make Up un’idea se l’è fatta, forte anche di una lunga esperienza social che le permette di notare il comportamento degli utenti e di distinguere i follower veri da quelli che commentano senza conoscere né lei né il suo brand: “Siamo nati da poco come brand make up ma suscitiamo spesso invidia, non a tutti piace vedere una persona che parte da nulla e riesce a creare un’azienda”, ha affermato. Se sta pensando di fare dei cambiamenti alla linea di correttori? “Ascolto molto la community”, ha commentato Clio: “Questo era il mio punto di partenza e sono soddisfatta perché penso che potesse parlare a moltissime persone. Difendo la mia produzione perché so di aver agito senza offendere nessuno”.

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