Domenica, 19 Settembre 2021
storie di ex

"Io e il mio ex marito ci vogliamo bene come fratelli: così ho perdonato il tradimento"

La storia di Daniela, ex moglie di un uomo a cui è rimasta legatissima anche dopo la separazione, in nome dell’amore che li ha legati per undici anni e, soprattutto, per il bene del loro figlio. Oggi i due trascorrono insieme le vacanze e le feste più importanti sono in compagnia degli ex suoceri

foto repertorio (Pexels @Cottombro)

Capita, purtroppo, che due persone che si siano amate per anni, a un certo punto si facciano la guerra. Armati di rancore per torti subiti, tradimenti scoperti, motivazioni più o meno gravi, gli ex partner agiscono uno contro l’altra a colpi di carte bollate che freddamente protocollano la fine del rapporto di coppia, talvolta travolgendo anche i figli come malcapitate pedine di una partita in cui, anche chi vince, paga lo scotto di un intimo, privatissimo fallimento.

Ma capita anche altro, fortunatamente. Succede anche che due persone che si siano amate per anni, a un certo punto e per diverse ragioni riconoscano di non poter essere più una coppia, si separino e continuino a volersi bene, ad amarsi, in nome di una decisione che anni prima li ha spinti a scegliersi con la volontà di costruire una famiglia, ma anche e soprattutto per il benessere dei figli, incarnazione di unione che rappresenteranno per sempre.

La storia di Daniela è un bell’esempio di quest’altro aspetto evolutivo dei rapporti sentimentali: nessuna battaglia contro il marito che "aveva subito il fascino di una giovane donna", decretando così l’inizio di un inesorabile allontanamento. Nessuna vendetta di alcuna natura verso l’uomo che aveva amato e che, in un certo senso, avrebbe amato per sempre in quanto padre di suo figlio: anche se supportata dalla legge e tutelata da un avvocato che le garantiva l’ottenimento di un cospicuo mantenimento mensile e un notevole supporto economico per l’affitto da parte dell’ex, Daniela ha preferito non pretendere nulla che non fosse strettamente necessario al benessere del figlio. "Io nel mio matrimonio ci credevo. Non è andata e ci ho sofferto. Ma proprio perché io con mio marito davvero pensavo di passare tutta la vita, mi chiedo come si possa arrivare a odiare a tal punto la persona con cui hai deciso mettere al mondo un figlio fino a volerlo rovinare economicamente", ci racconta Daniela: "Io resto esterrefatta quando leggo di storie che raccontano di anni e anni di guerre tra ex in cui a rimetterci sono il bambino e il padre, entrambi privati per sempre di quel tempo fatto di vacanze, ricordi ed esperienze da vivere insieme che non torneranno più. Dovremmo veramente farci un esame di coscienza noi donne ed evitare di mettere di mezzo i figli per interessi economici e rancori verso chi ci ha tradito. Un conto è la nostra vita ed i nostri fallimenti, un conto è strumentalizzare un figlio solo per soddisfazioni personali".

"Ad allontanarci paradossalmente è stata la nascita di nostro figlio"

Tra fidanzamento, convivenza e matrimonio, Daniela e il marito sono stati insieme undici anni durante i quali sono diventati genitori di un bambino. "Quando ci siano fidanzati io avevo 19 anni, lui cinque più di me. Lavorava come capopattuglia in Polizia, io in una grande azienda. Lo stipendio era paritetico, guadagnavamo entrambi più o meno la stessa cifra. Lui aveva già acquistato l’appartamento in cui poi siamo andati ad abitare, in una bella zona residenziale di Milano. Pagava il mutuo grazie ai sacrifici che sin da ragazzo portava avanti proprio per permettersi di adempiere alle spese necessarie. Quando sono subentrata io e abbiamo iniziato a convivere, ho contribuito all’arredo dell’abitazione" spiega Daniela ripercorrendo l’inizio di una relazione che nel 2003 è stata segnata dalle nozze e l’anno dopo dall’arrivo del figlio. Diventare genitori è stata una gioia immensa per entrambi, ma poi, nei primi anni di vita del bambino, qualcosa ha iniziato a cambiare.

"È brutto da dirsi, ma ad allontanarci paradossalmente è stata la nascita di nostro figlio", confida ancora: "Io ero presa dal bambino, mi sentivo completamente realizzata come donna, come madre e come moglie; lui, invece, in quel periodo ha subito il fascino di una giovane donna con cui aveva iniziato a frequentarsi... Oggi lui mi dice che ogni volta che tornava a casa, guardando me che lo salutavo con gli occhi felici si sentiva a disagio, in colpa per quello che stava facendo. Io, invece, ero ignara della presenza di un’altra donna, pensavo che il suo allontanamento fosse dovuto solo alla necessità di costruire un nuovo equilibrio di coppia dopo la nascita del bambino. Così abbiamo tentato di ritagliarci degli spazi solo nostri come quando eravamo fidanzati, ma non è servito a nulla".

Passato un anno in cui ogni tentativo di tornare ad essere felici come un tempo era stato vano, la decisione di mettere un punto alla loro storia. "Ci siamo rivolti a una sola avvocata che ha seguito entrambi", dice Daniela, per poi soffermarsi sui consigli della legale che premeva affinché venisse seguito il solito iter: figlio seguito prevalentemente dalla madre e padre presente sì, ma solo con contenuta frequenza.

"Ricordo che l’avvocata sosteneva che il bambino dovesse essere seguito totalmente dalla me, che il padre poteva andare a prenderlo a scuola il mercoledì e poi tenerlo a weekend alterni. Io non capivo il motivo: ‘È per il bene del bambino’, affermava lei, ma perché se è amato da entrambi?" si domanda: "Io non mi stavo separando per tutelare mio figlio da una persona violenta, perché dovevo privare un padre dell’esperienza di essere e fare il genitore, di avere dei ricordi con il suo bambino?". Daniela sostiene che l’avvocata premeva affinché quella prassi venisse rispettata: "Per l’equilibrio psicologico del bambino era fondamentale che stesse prevalentemente con la madre, diceva lei. Noi, invece, optando per una scelta così diversa, secondo il suo punto di vista  andavamo contro il suo benessere".

"Ho rifiutato il mantenimento: il mio ex marito non avrebbe potuto permetterselo"

Per quanto riguarda il lato economico, Daniela ha rifiutato di pretendere dal suo ex marito la cifra di 800 euro per il mantenimento: "Era una somma assurda. Un uomo costretto a un tale sforzo economico non avrebbe di certo potuto vivere con il denaro restante e con un mutuo da pagare. La legge me lo avrebbe consentito, ma io ho rinunciato. Perché avrei dovuto rovinargli la vita in questo modo?", aggiunge la donna che, allora, ha preferito andare via dall’abitazione in cui aveva abitato con il marito (di proprietà di quest’ultimo) e per non privare il figlio delle sue abitudini e della vicinanza con il padre, ha preso in affitto una casa di poco lontana: "Il bambino è rimasto residente nella casa del padre. Alla fine abbiamo deciso per le settimane alterne. Comunque, l’avvocata ha voluto scrivere a tutti i costi nell’accordo una cifra minima ‘simbolica’ pari a 200 euro per il mantenimento e a 200 euro per l’affitto che io non ho mai accettato: diceva che, se il giudice avesse visto un simile accordo, avrebbe potuto rifiutare la separazione spronando al prosieguo della convivenza".

"Come si può odiare a tal punto la persona con cui hai deciso mettere al mondo un figlio?"

Oggi Daniela, il suo ex marito e il figlio che tra pochi giorni compirà 17 anni sono comunque una famiglia: insieme, d’estate, trascorrono almeno una settimana di vacanze, si ritrovano a cena o a pranzo dopo le partite di calcio del ragazzo che gioca da quando era piccolissimo e festeggiano con gli ex suoceri le feste più importanti.

"Mio figlio è sereno, anche le insegnanti mi hanno sempre assicurato che di certo lo era molto più dei coetanei che vivevano situazioni famigliari in cui i genitori si facevano la guerra" dice Daniela che, a un certo punto, considerata la serenità raggiunta con il suo ex, ha anche pensato di riprovare a tornare insieme, ma il timore di illudere il figlio ha prevalso: “Alla fine è rimasta solo un’idea mai davvero concretizzata. Nostro figlio ormai stava bene così, una settimana a casa di papà e una in quella di mamma".

In questi anni Daniela e l’ex marito hanno avuto altre relazioni che però mai hanno scalfito il loro rapporto: "Io e il mio ex siamo amici, assolutamente, quasi fratelli", afferma: "Siamo una famiglia, anche se separati e ognuno con la volontà di rifarsi una vita. Anche quando abbiamo avuto dei fidanzati, siamo sempre stati l’uno il punto di riferimento dell’altra per le importanti decisioni".

Il figlio, ormai un giovane uomo pronto ad esplorare il mondo delle relazioni, è consapevole della straordinaria situazione famigliare in cui si trova a vivere e crescere: "Lui sa che è un’eccezione rispetto alle tante altre in cui tra i genitori separati non ci sono buoni rapporti", continua Daniela: "Quello che cerco di fargli capire è che deve prestare attenzione alla persona che sceglierà come sua compagna di vita, perché può capitare di essere attratto da persone che non sono così pure come immagina e che magari hanno altri interessi anche di natura economica".  

"Una volta il mio ex marito mi ha detto: ‘Oggi mi rendo ancora più conto della persona fantastica che sei e che ho perso’" è la confidenza con cui Daniela conclude il racconto: "Una frase che mi ripaga di tutto, perché anche se sappiamo che non ci potrà essere un rapporto di coppia il legame resta. Io per lui ci sarò sempre, lui per me ci sarà sempre e, soprattutto, entrambi ci saremo per sempre nostro figlio".

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