Al Festival della Bellezza sono #tuttimaschi. Le donne? Sui social a chiedere perché

Critiche per la scarsa presenza femminile alla rassegna di Verona, al centro delle polemiche anche per l’utilizzo dell’immagine della locandina cambiata in corsa dagli organizzatori dopo la plateale rimostranza della sua autrice Maggie Taylor

Festival della Bellezza

Si discuterà di ‘Eros e Bellezza’ al Festival della Bellezza di Verona dall’11 al 19 settembre, ma le voci, i pareri, i punti di vista che affronteranno temi che tanto devono e tanto arricchiscono l’universo femminile saranno tutti maschili. Perché? Stando a Alessandra Zecchini, Alcide Marchioro e Marilisa Capuano (rispettivamente responsabile del coordinamento generale, direttore artistico, addetta alla programmazione editoriale della rassegna), l’assenza di donne è una specie di caso estraneo alla scelta di estrometterle volutamente dal’organizzazione del Festival. “L'attuale programma non riflette quello originario che avrebbe previsto eventi ideati per il Festival da artiste come Charlotte Rampling, Ute Lemper, Jane Birkin e Patti Smith, che sono state impossibilitate a partecipare per le problematiche relative al Covid”, hanno fatto sapere in una nota: “Molte altre figure femminili sono state invitate, ma non se la sono sentita di intervenire in un periodo difficile in un contesto particolare come l'Arena di Verona”.

Il comunicato arriva dopo che le polemiche sull’assenza di donne invitate a discutere sugli argomenti hanno riempito i social veicolate dall’hashtag #tuttimaschi. “Il Festival della Bellezza si tiene in Arabia Saudita, presumo. #TuttiMaschi. O mi perdo qualcosa? Correggetemi se sbaglio. Comunque raghe perché non organizziamo un Festival della Bruttezza? Peraltro è un argomento meraviglioso”, scrive la scrittrice Letizia Pezzali; “Apparentemente non c’è una donna che abbia titoli per parlare di bellezza e eros. Per lo meno al Festival della Bellezza a Verona”, osserva Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico; “Io vorrei sapere perché gli intellettuali e gli artisti vanno ai festival sessisti #tuttimaschi come se nulla fosse”, chiede Michela Murgia a proposito della dibattuta questione, oggetto anche di una lettera aperta agli organizzatori della rassegna da parte delle giornaliste del comitato Giulia: “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni in merito al panel essenzialmente maschile del ‘Festival della Bellezza’, da colleghe giornaliste e non solo (…) siamo sconcertate e imbarazzate per questa vostra scelta, che denuncia mancanza di sensibilità, di curiosità e di voglia di innovazione (...) Parlerete di Eros e bellezza. Di amore. Al maschile? È questo secondo voi il mondo che ci circonda e che ci aspetta?”.

Il Festival della Bellezza, polemiche (anche) per l’immagine

L'organizzazione del Festival della Bellezza si dice "molto dispiaciuta per le polemiche in una stagione che ha richiesto un particolare impegno per tenere viva la cultura e ritrovare la condivisione tra le persone”.

“Chi conosce il Festival sa qual è lo spirito che lo anima e le riflessioni che vengono proposte. Da Catherine Deneuve a Lella Costa, da Patti Smith a Laura Morante, da Fanny Ardant a Melania Mazzucco, le donne sono sempre state protagoniste, invitate per il loro pensiero e il loro talento, elementi distintivi nel mondo della cultura e dell'arte in cui è indifferente l'appartenenza a un genere”, si legge nella nota che rimarca un attento riguardo alla donna che pure stavolta ci sarebbe stata se non fosse stato per circostanze non imputabili alla volontà degli organizzatori della rassegna che però ha visto solo presente solo Jasmine Trinca nel giorno dell’inaugurazione dell’evento lo scorso 28 agosto.

#tuttimaschi, dunque, i protagonisti dell’evento, ma poi – anche questo un caso? – a comparire nella locandina, a rappresentare ‘l’oggetto’ dei temi è stata l’immagine di una donna, anzi, di una bambina, in mezzo busto, con il corpo ricoperto di api e un fiore in mano. Scelta infelice, e non solo da un punto di vista prettamente iconografico, visto il subbuglio che anche stavolta è derivato per l’utilizzo della foto. L'illustratrice e artista digitale americana Maggie Taylor, infatti, ha scritto in un post su Facebook di essere stata avvertita da un'ammiratrice del suo lavoro che una sua immagine era stata usata per la locandina del festival, a sua insaputa. “Un festival su eros e bellezza e sta usando la mia immagine ‘Ragazza con un abito di api’ di una minorenne. La maggior parte degli oratori al festival sono maschi (..) Che disgustosa e flagrante violazione del copyright! Si chiama Festival Bellezza e lo usano su Facebook e Instagram, nonché sul loro sito e prodotti!”.

Pronta, anche qua, la replica: “Siamo dispiaciuti di dover modificare l'immagine del Festival a causa di un'incomprensione sull'utilizzo di quella che ci ha accompagnati per lungo tempo, con l'autorizzazione avuta dal rappresentante italiano dell'Artista” è stata la spiegazione ufficiale fornita via social dagli organizzatori del Festival che non è ancora iniziato ufficialmente, ma è già al centro di un clamore che dentro ha tutto... Tutto tranne il tema della bellezza.

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