Lunedì, 25 Ottobre 2021
La replica

Facebook si difende dalle accuse: "Instagram non fa male alle ragazze"

La piattaforma risponde alle conclusioni dell’inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal secondo cui l’azienda sarebbe a conoscenza dei potenziali effetti nocivi del social network

Facebook ha replicato all’indagine pubblicata dal Wall Street Journal secondo cui l’azienda sarebbe a conoscenza dei potenziali effetti nocivi che Instagram ha sulle sulla psiche di molte adolescenti, ma non fa nulla per contrastarli. L’azienda di Menlo Park, che ha acquisito la piattaforma nel 2012, lo fa adesso, con un articolo pubblicato sul suo blog, a distanza di due settimane dalla tesi diffusa dal giornale americano contro cui avanza l’accusa di scarsa accuratezza sui dati e di mancanza di obiettività.

In particolare, Facebook sostiene che la ricostruzione riportata dal WSJ non tiene in considerazione i tanti aspetti positivi che Instagram apporta sulla psiche delle ragazze, precisando come, al contrario, solitudine, ansia, tristezza e disordini alimentari siano stati punti su cui il social network è stato di grande aiuto per le adolescenti. I dati – sostiene ancora l’azienda statunitense - non sono stati considerati dall’inchiesta che, al contrario, ha puntato solo sull’aspetto negativo della percezione del proprio fisico, peggiorato per un terzo delle adolescenti. Inoltre, Facebook ha puntualizzato anche che la conclusione secondo cui Instagram aumenterebbe ansia e depressione nei più giovani si basa su un campione di appena 40 ragazzi britannici e statunitensi e, anche in questo caso, la ricerca in questione non riporta i benefici del social.

 

Secondo Facebook, insomma, da Instagram possono derivare elementi negativi, ma anche positivi, tutti ancora da vagliare sulla base di future ricerche. Nonostante le dichiarazioni, tuttavia, il colosso non ha ancora pubblicato i risultati della sua ricerca. Andy Stone, un portavoce di Facebook, ha fatto sapere via Twitter che le diapositive dello studio sono state inviate al Congresso in vista dell’udienza prevista per questa settimana e che la società “sta valutando come renderle note al pubblico a un certo punto”.

Il riferimento è al prossimo 30 settembre, quando la responsabile della sicurezza di Facebook, Antigone Davis, dovrà rispondere davanti al sottocomitato per il commercio del Senato americano sul tema messo in luce dal giornale.

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