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Martedì, 25 Giugno 2024
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Emicrania: le donne più colpite degli uomini, ma rinunciano a curarsi

“Soffrono più degli uomini, ma non possono concedersi il privilegio di assentarsi dal posto di lavoro”: questa la conclusione di uno studio sulla relazione tra la patologia e l’impatto sociale

Quattro milioni di donne rispetto a due milioni di uomini: è questo il rapporto che evidenzia quanto le donne italiane soffrano di emicrania più degli uomini, con tutta la serie di conseguenze che ne deriva.

A causa della patologia, infatti, le donne perdono più giorni di lavoro (16,8 l’anno contro i 13,6 dei maschi) e giornate di vita sociale (26,4 contro 20) e sono maggiormente soggette al fenomeno del presentismo, ovvero a giornate in cui si presentano al lavoro in condizioni di malessere (51,6 giorni contro 35,6).

Tuttavia, a causa di un reddito inferiore a quello dei maschi, spendono meno per diagnosi e cura (1.132 euro l’anno contro 1.824) e riportano una perdita di redditività minore.

Il quadro così delineato deriva dallo studio Gema (Gender&Migraine) del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas), presentato oggi a Roma nel corso di un convegno, che ha indagato i costi diretti sanitari, non sanitari e le perdite di produttività associate all’emicrania attraverso un’indagine multidimensionale diretta effettuata su un campione di 607 pazienti adulti con almeno 4 giorni di emicrania al mese. La rilevazione è stata effettuata nel mese di giugno 2018.

Perché le donne rinunciano a curarsi  

“Le donne sembrano essere vittime dei numerosi e fondamentali ruoli che ricoprono a livello sociale. Soffrono di emicrania più degli uomini, ma non possono concedersi il privilegio di assentarsi dal posto di lavoro o accantonare le tradizionali mansioni domestiche”, spiega Rosanna Tarricone, associate dean della SDA Bocconi e responsabile scientifico del progetto.

“Per di più, avendo un reddito mediamente inferiore a quello degli uomini, le donne rinunciano a effettuare visite ed esami, acquistare farmaci non dispensati dal Sistema sanitario nazionale, sottoporsi a trattamenti non medici e ricevere assistenza formale”, sottolinea ancora.

Dai dati registrati, il Cergas ha stimato un costo annuale per paziente con emicrania pari a 4.352 euro, di cui 1.100 (il 25%) per prestazioni sanitarie, 1.524 (il 36%) per perdite di produttività, 236 (il 5%) per assistenza formale, 1.492 (il 34%) per assistenza informale. I costi a carico dei pazienti per farmaci o trattamenti non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale sono stati quantificati in 464 euro all’anno.

“A partire dalle evidenze emerse sul costo della patologia e sul differente impatto che l’emicrania produce sulle donne”, conclude Tarricone, “lo studio si propone di supportare lo sviluppo di politiche sanitarie e socio-sanitarie differenziate rispetto al genere, con l’obiettivo cioè di colmare il gap esistente in una logica di equità redistributiva”.

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