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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Maria Grazia Cucinotta testimonial di ‘Casa di Alice’: “Insieme le donne diventano invincibili”

Su uno dei beni confiscati alle mafie in Campania è sorta la cooperativa femminile ‘Casa di Alice - Made in Castel Volturno’, sartoria sociale simbolo della rinascita delle donne salvate dalla tratta. “È importante dare una possibilità alle donne che non sono state fortunate” ha spiegato l’attrice, madrina dell’evento romano 'Per Aspera ad Astra' che ha esposto gli abiti realizzati grazie al progetto

Mani che si stringono: “Oh ma che piacere!”. Labbra che sfiorano guance: “Non sarei mancata per nulla al mondo”. Sorrisi che apprezzano: “Visto che meraviglia?!”. 

Gente che arriva, si muove e si confonde, brillante e profumatissima, nella sala imponente di palazzo Odescalchi, a Roma, in un pomeriggio di marzo refrattario alle lusinghe della sera. Sulle pareti, quadri grandi dai colori forti. Davanti, modelle con indosso abiti che riproducono le stesse fantasie appese. Si levano telefonini, si scattano foto. Un cagnolino bianco si sporge curioso da una borsa griffata.

In questa confusione di tacchi vertiginosi, unghie curatissime, telecamere e macchine fotografiche, non c’è nessuno che spieghi il perché di quest’allestimento, il motivo di uno spazio che fonde insieme moda e arte. Nessuno che dica chi ci sia dietro a questi quadri, quale mente li abbia concepiti, di chi siano le dita che hanno cucito stoffe. 

La mostra si chiama ‘Per Aspera ad Astra’ e solo leggendo il catalogo faticosamente ottenuto da qualcuno (un’organizzatrice?) si scopre il mondo straordinario sotteso a tutto questo ammasso di gomiti che si fanno largo e di braccia che si levano “ehi-sono-qua”: una selezione di opere di artisti contemporanei da cui, attraverso tecnica serigrafica, sono stati tratti preziosi tessuti al fine di realizzare creazioni da sera di alta sartoria. 

A imbastire questi vestiti sono state le ragazze della cooperativa femminile ‘Casa di Alice - Made in Castel Volturno’, una sartoria sociale sorta su un bene liberato dalla criminalità organizzata in Campania.

Maria Grazia Cucinotta all'evento 'Per Aspera ad Astra' in favore di “Casa di Alice”,

‘CASA DI ALICE’, LA STORIA. È “il luogo dove i sogni diventano realtà”, si legge sul sito, uno spazio dedicato a tutti coloro che vengono accusati ingiustamente dai pregiudizi, in modo particolare al ghanese Joseph Ayimbora, testimone di giustizia. Si tratta di un bene liberato dalla criminalità organizzata in Campania, confiscato alla camorrista Pupetta Maresca e affidato in comodato d’uso all’associazione Jerry Essan Masslo che lo gestisce grazie alla collaborazione con la cooperativa sociale “Altri Orizzonti by p.a. Jerry Essan Masslo”.

Il brand ‘Made in CastelVolturno – Vestiamo la libertà’ nasce da tutto questo: è il frutto di un percorso di economia e riscatto sociale intrapreso nel gennaio 2011 dalla cooperativa sociale, una linea di abbigliamento e accessori realizzati con un mix di tessuti africani ed occidentali che si fondono in uno stile unico e originale. 

‘Casa di Alice’, insomma, è una di quelle realtà che fanno bene alla società, perché mette insieme realtà multietniche, donne per metà italiane e per metà africane salvate dalla tratta, dove l’eterogeneità diviene punto di forza e l’immigrazione una risorsa.

LA TESTIMONIAL MARIA GRAZIA CUCINOTTA. Mentre cerco di individuare qualcuno a cui chiedere testimonianze dirette su quanto descritto dal sito coopaltriorizzonti.it, ecco che la calca si sposta verso una sola direzione, attratta da qualcosa che non potrà essere ancora di natura commestibile, visto che il buffet è stato già debitamente consumato.

Bellissima avanza Maria Grazia Cucinotta, madrina della manifestazione, (QUI IL VIDEO DELL'INTERVISTAimmediatamente attorniata da quanti vogliono sapere di più del progetto di cui è testimonial, da fan e cacciatori di selfie. Indossa un abito realizzato proprio dalle donne di ‘Casa Alice’ e lo fa con la semplicità propria di chi condivide pienamente l’importanza di un lavoro che esalta le donne e la loro forza.

“Casa Alice è un progetto meraviglioso, realtà come queste vanno promosse per far capire alla gente che ci sono persone che vogliono fare del bene e dare una possibilità delle donne che non sono state fortunate” - dice l’attrice - “Casa Alice nasce su un bene confiscato alla mafia e da una una cosa nata sul male, è nato un progetto che fa del bene e continuerà a farlo”.

“Questa è la dimostrazione che le donne se si uniscono diventano invincibili. Bisogna essere molto più complici e unite” è stato il pensiero della Cucinotta che così, con la disponibilità di una donna genuina, è stata l’unica, in questa serata di pubbliche relazioni, a trasmettere la semplicità di un progetto coraggioso in cui le donne che avvicinano altre donne fanno sempre la differenza.  

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