Venerdì, 14 Maggio 2021
La testimonianza

Selvaggia Lucarelli: “Quattro anni di amore tossico, non è infelicità ma malattia. Ora sono guarita”

La giornalista racconta la sua esperienza in un podcast dedicato alle dipendenze affettive: “Non ne parla nessuno perché non sono drammatiche come i femminicidi. Ma sono pericolose. E bisogna salvarsi”

Selvaggia Lucarelli torna a parlare dei suoi anni difficili, stretta nella morsa di un amore tossico che le aveva tolto dignità e salute e stava minando anche il rapporto con il figlio Leon. Ne aveva già parlato in un’intervista con Daria Bignardi, ma ora ha deciso di ricostruire la vicenda in un podcast, che si intitola “Proprio a me”, dedicato alle dipendenze affettive, e realizzato per Chora Media. 

“Mi sono bucata per quattro anni. Non mi infilavo una siringa nel braccio perché la mia droga non era una sostanza, era una relazione”, sono le prime parole del racconto di Selvaggia Lucarelli. “Molti confondono gli amori infelici con le dipendenze affettive. Io volevo che chi ha attraversato quello che ho vissuto io si riconoscesse: non è infelicità, è malattia”, dice al Corriere della Sera.

Selvaggia Lucarelli racconta il suo amore tossico

Oggi di quel periodo buio, vissuto intorno ai trent’anni, ricorda: “Il mio rimpianto più grande è di avere perso con mio figlio almeno tre anni, perché forse l’ultimo è stato un po’ più di guarigione. Mi sono persa tre anni di maternità felice. Non che non abbia dato priorità a mio figlio: non ho mai pensato di lasciarlo al padre e di non prendermene cura. Ma non ho dato priorità alla sua felicità. Quando sei vittima di una dipendenza la priorità è avere la dose”.

Leon, oggi adolescente, a quel tempo era molto piccolo. “Buona parte di quel passaggio della nostra vita l’ha dimenticato. Si ricorda alcuni episodi e il senso di infelicità. Però vuole sentire il podcast”. Il suo attuale compagno, Lorenzo Biagiarelli, lo ha già ascoltato e ne è rimasto molto scosso, ha detto la giornalista.

Le amiche avevano provato a starle vicino in quel periodo, ma non è stato facile nemmeno per loro riuscire ad aiutarla: “Ti vedono governata da una cosa su cui non hai alcun controllo e non possono fare niente. Diventi inaffidabile, non fai nulla per salvarti e loro si stancano di soccorrerti perché capiscono che se non ti salvi da sola non ti salverà nessuno”.

"Fatevi aiutare da psicologhe che curano le dipendenze affettive"

La giornalista ammette di non essersi rivolta a uno psicologo per avere aiuto e di aver fatto “molta psicoanalisi-fai-da-te”, ma alle donne che ascolteranno la sua storia consiglia di non fare come lei e di farsi aiutare, “non dall’amica che ti sgrida,  ma da psicologhe che curano le dipendenze affettive”. 

Selvaggia Lucarelli riguarda a quel rapporto oggi con grande lucidità. “Ho avuto la mia parte di responsabilità”, ammette. Questa persona è riuscita a infilarsi “in una serie di mie pieghe e lati irrisolti”, ricorda. “È stato un incontro sfortunato e io ho amplificato in questa relazione tutte le mie problematiche”. Di storie come la sua, conclude, “non parla nessuno perché non sono drammatiche come i femminicidi. Ma sono pericolose. E bisogna salvarsi”. 

Selvaggia Lucarelli racconta del suo amore sbagliato nel 2011 

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