Mercoledì, 3 Marzo 2021

Bellezza, nasce il decalogo del cosmetico e l’app per scegliere quello giusto

Intervista a Pucci Romano, presidente di Skineco, Associazione internazionale di dermatologia ecologica, che ci ha spiegato l’importanza di saper scegliere un cosmetico "eco-dermo-compatibile" e l’utilità dell’app nata per facilitare il compito

Una pelle splendente, incontaminata e perfettamente levigata è la promessa garantita dagli spot pubblicitari ai consumatori affascinati dal mito di un’eterna giovinezza.

Tuttavia, nel mare magnum di cosmetici offerti come rimedio al tempo che passa segnando viso e corpo, occorre pur orientarsi per scegliere quello più adatto, per preferire un prodotto che assicuri sì la tanto auspicata bellezza, ma allo stesso tempo preservi la propria salute e pure l’ambiente, nell'ottica dell'idea che “ciò che fa male alla pelle fa male all’ambiente e viceversa”.

A spiegare a Today questa fondamentale reciprocità tra pelle e ambiente, e anche l’importanza di un cosmetico che sia “eco-dermo-compatibile” è la professoressa Pucci Romano che, in qualità di presidente di Skineco - Associazione internazionale di dermatologia ecologica - ha organizzato un incontro dal titolo ‘Etica e sostenibilità della bellezza: inquinamento e dermocosmesi’ nel corso del quale dermatologi, cosmetologi, chimici, farmacisti ed esperti del settore ambientale si sono confrontati sui temi dell’ambiente, eco-compatibilità e dermo-compatibilità.

Da questa sinergia di figure è nato il “decalogo del cosmetico consapevole e sostenibile”, un elenco di dieci punti da considerare nella scelta del prodotto più valido, ed è stata presentata la app EcoBio Control quale valido e semplice strumento per conoscere subito se e quanto la sostanza contenuta in un cosmetico sia rischiosa per la salute.

Professoressa Romano, dall’esito del convegno è emerso che la nostra pelle ogni giorno viene a contatto con almeno 500 sostanze presenti nei cosmetici (circa 31 componenti in un balsamo, 45 in una crema da giorno, 28 in un bagnoschiuma, ben 40 in una lacca per capelli): come si fa a sapere che ogni ingrediente sia sicuro? E come fanno i consumatori a capirlo?

Il sicuro per legge non esiste, perciò dobbiamo affidarci al principio di precauzione. Finalmente oggi ci sono diverse aziende che ci mettono la faccia e rilasciano certificazioni a garanzia del cosmetico. La certificazione più completa è quella di “eco-dermo-compatibilità”, rilasciata dopo aver effettuato vari test su venti volontari alla fine dei quali viene dato l’ok. “Eco-dermo-compatibile”, dunque, è quel cosmetico che non presenta sostanze potenzialmente dannose come parabeni, petrolati, siliconi e conservanti.

Questa certificazione accompagna la confezione del cosmetico?

Sì. La dicitura “dermatologicamente testato”, infatti, non basta, perché esclude solo la possibilità di una patologia. Io, invece, chiedo delle certificazioni che non implichino una patologia, ma mi dicano cosa potrebbe succedere nel lungo periodo, se lo uso per più di un anno, per esempio. Perché va bene sapere qual è il principio attivo di un prodotto, ma cosa ne so delle altre sostanze contenute? Il caso della Johnson & Johnson, condannata a risarcire delle donne per un nesso tra cancro alle ovaie e utilizzo prolungato del talco in cui era contenuta una sostanza pericolosa, è emblematico in questo senso. Per questo è un valido aiuto la certificazione di “eco-dermo-compatibilità” che si inserisce nel principio di precauzione di cui si parla.

Un’app per scegliere il cosmetico giusto

Ora c’è anche un’app gratuita che aiuta ad orientarsi nella scelta del cosmetico giusto. Come funziona?

Si chiama EcoBio Control e cataloga oltre 17mila sostanze ad uso cosmetico. Grazie a un semaforo si può appurare se e quanto una componente è rischiosa. Si scrive il nome e se esce il rosso significa che è meglio evitare, il verde che è un principio buono, il giallo che si tratta di un prodotto chiacchierato, ma non si esclude il suo utilizzo. E’ un utile strumento da utilizzare al momento dell’acquisto del cosmetico per una sana scelta consapevole.

“Quello che mi preme sottolineare è che non è vero che quello che è permesso è sicuro”, conclude la professoressa Romano: “Le faccio l’esempio del diesel: per anni ci hanno detto che era sicuro, ma oggi sappiamo che le sue emissioni sono pericolose e che possono essere causa di tumori ai polmoni. Ecco, questa elasticità va considerata anche in questo settore. E poi va sfatato anche il mito della primato del “naturale” a discapito della chimica che non va demonizzata quando si basa sul principio di eco-dermo-compatibilità.

Clicca su continua per leggere il decalogo del cosmetico consapevole e sostenibile

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