Venerdì, 7 Maggio 2021

Bambini e ragazzi, stress da rientro a scuola: come aiutarli

Anche i piccoli soffrono per la situazione che sta per cambiare e il prossimo rinizio della "normalità": vediamo come accompagnarli in questa fase

Settembre, le vacanze sono terminate e (forse) si ritorna a scuola, dopo il terribile lockdown e la strana estate 2020. Se negli adulti che tornano dopo un periodo di ferie si può manifestare la classica “Sindrome da rientro”, anche nei bambini possono manifestarsi alcuni disturbi di ansia provocati dalla situazione che sta per cambiare. Questo stress da rientro non è sempre negativo, può essere invece un segnale che richiama il bambino alla necessità di riconcentrarsi sullo studio e sugli impegni della vita “ordinaria”. Vediamo quali sono e come affrontarli.

Bambini e stress al rientro dalle vacanze: cosa succede

I bambini tra i 6 e gli 11 anni avvertono in maniera più forte il passare da una situazione dove non c'erano impegni e doveri, sia familiari che scolastici, a una ripresa della vita che prevede inevitabilmente degli impegni. Questo rientro a scuola, inoltre, sarà particolarmente pieno di novità e al di sotto degli 11 anni novità non significa curiosità, ma come afferma la psicologa Maria Malucelli psicologa, psicoterapeuta e ordinario della S.I.T.C.C. (Società Italiana Terapia Cognitivo-Comportamentale) su InTerris, significa “instabilità”, perché fino agli 11 anni la mente ha bisogno delle proprie abitudini per stare tranquilla, il cambiamento e la curiosità arrivano dopo. In estate i bambini infatti vengono di norma lasciati liberi di alzarsi e andare a letto più tardi, organizzare i compiti più liberamente, giocare molte ore, anche all’aria aperta, vivere con meno regole:  ecco perché tornare alla normalità provoca una sorta di impigrimento e apatia che annulla persino la voglia di giocare. Quando i genitori recepiscono questo segnale da parte dei figli, non devono spaventarsi: si tratta di una sorta di stress da rientro alla vita “normale”.

Stress da rientro a scuola: come aitare i nostri figli 

Possiamo aiutare i nostri figli. C’è indubbiamente una maniera per aiutare i piccoli ad affrontare questi stati d’animo, che sono, come detto, fisiologici. Innanzitutto possiamo organizzare la loro giornata alternando momenti per il gioco e momenti per lo studio o per i piccoli impegni domestici, proporzionati all’età. Per i preadolescenti e gli adolescenti la situazione è diversa. Questi ragazzi vivono infatti la fase in cui ogni cosa detta dagli adulti viene messa in discussione (come ricorda la psicologa Malucelli, la neocorteccia cerebrale impiega 14 anni per sviluppare e tra gli 11 e i 14 anni di età passa da una fase di assolutismo ad una fase di probabilità).

I ragazzi di quest'età mettono in discussione dunque anche i principi che gli sono stati proposti in famiglia, alla ricerca della propria personalità ed autonomia. Per loro, dunque, la fase il cambiamento rappresentata dal ritorno a scuola dopo le lunghe vacanze è contraddistinta dalla curiosità, che dà loro una carica positiva. Difficile in questa fase intervenire come genitori e insegnanti, bisogna limitarsi a fare una silenziosa comparsa nelle loro vite, fatta di ascolto e la maggiore dose di empatia possibile. Per loro, in questo periodo, lo stress maggiore proviene dal dover sottostare a regole e abitudini che se prima davano una sicurezza adesso sono una costrizione. Il rientro a scuola potrebbe dunque significare senso di costrizione, aumentato dalla consapevolezza della situazione causata dalla pandemia.  

Adolescenti, dal controllo alla prudenza

Cosa fare quindi per adolescenti e preadolescenti? Stabilire un dialogo al 100% e passare dal sentire all’ascoltare, come afferma Malucelli, perché solo così si può costruire un'umanità prudente aiutandoli a passare dal controllo alla prudenza. Nessun adolescente vuole essere controllato perché per natura è un ribelle, ma si può lavorare sulla prudenza, senza incutere ansia e paura in loro, ma facendo comprendere con gioia che la vita adulta non deve spaventare, al contrario può dare serenità e ben costruita. In questo modo anche i nostri figli adolescenti potranno ritornare alla normalità senza ansia, superando la sindrome da rientro al meglio.

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