Venerdì, 14 Maggio 2021

“Coppie più infedeli con WhatsApp”: l’allarme degli avvocati matrimonialisti

Come sfasciafamiglie, è più ‘efficiente’ la chat tanto usata dagli utenti di tutto il mondo che i social network, perché responsabile di istigare al tradimento e di farlo scoprire nel 40% dei casi: questo è quanto emerge da un’indagine dell’AMI

Altro che cupidi dell’etere e messaggeri d’amore… Qua, la situazione ‘social network’, chat e compagnia bella pare proprio stia sfuggendo di mano un po’ a tutti, specialmente a chi, già sentimentalmente legato a qualcuno, si lascia prendere mano e dita dall’eccitazione di scrivere i suoi pezzi di vita su schermi luminosi per condividerli con ‘terzi’ incomodi. 

“L'infedeltà nella coppia è sempre più tecnologicamente assistita” afferma l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, secondo cui “nel mondo occidentale, soprattutto in Italia, i social network stanno contribuendo a sfasciare molte famiglie, perché rappresentano un sistema veloce ed immediato per intrattenere rapporti interpersonali, allacciare nuove amicizie e tradire il partner”.
 
“Ovviamente”, prosegue Gassani, “non è lo strumento in sé a fare del male, ma è indubbio che amplifichi a dismisura le voglie e le possibilità del fedifrago seriale e di quello occasionale. Secondo un'indagine del Centro Studi dell'AMI, basato sull'incrocio dei dati provenienti da molti studi legali, WhatsApp ha superato Facebook in termini di pericolosità, tanto è vero che nel 40% dei casi le infedeltà si scoprono ormai con WhatsApp, che è un modo, ancora più rapido di Facebook e di Twitter, per mandare messaggi ed immagini in tempo reale e a costo zero. Pertanto, WhatsApp non solo porta all'appuntamento con l'amante ma anche a quello davanti al giudice”.
 
E proprio per la pregnanza dell’argomento, anche la Giurisprudenza inizia a sentenziare sulla giustizia o meno delle prove conservate dalla chat pettegola e, infatti,  “controversa è l'utilizzabilità dei messaggi su WhatsApp che di solito il tradito fotografa e allega come prova dell'adulterio”, conclude l’avvocato che sottolinea che pur mancando un punto di diritto univoco e costante, molti tribunali ammettono messaggini, cuoricini e faccine come dimostrazione del tradimento. Perciò attenzione, un cuoricino o uno smile di troppo possono costare risarcimenti, appartamenti e anni di causa”.

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