Venerdì, 4 Dicembre 2020
la storia

Valentina Pitzalis, chi è la donna sfigurata dall'ex marito che non si rassegnava alla separazione

La drammatica vicenda risale al 2011 quando Manuel Piredda le gettò addosso della benzina e le diede fuoco perché contrario alla fine del loro matrimonio

Valentina Pitzalis (Instagram)

La storia di Valentina Pitzalis ha le caratteristiche di un incubo che nessuno dovrebbe essere costretto ad affrontare, neppure nella sfera onirica del peggiore dei momenti. La vicenda che vede tristemente protagonista la donna cagliaritana diventata simbolo di un’inaccettabile violenza inizia nella notte tra il 16 ed il 17 aprile 2011 ad Bacu Abis (Carbonia), quando il suo ex marito Manuel Piredda, con la scusa di doverle chiedere alcuni documenti, la convinse a recarsi presso il suo appartamento. Una volta arrivata, l’uomo le gettò addosso della benzina e le diede fuoco. Manuel prese fuoco a sua volta, mentre lei, dopo essere rimasta nel rogo per venti minuti, venne soccorsa e salvata dai pompieri.

Allora Valentina aveva 27 anni e da quella tragedia si svegliò in un letto d'ospedale col volto completamente sfigurato, una mano amputata e l'altra gravemente danneggiata.

Valentina Pitzalis, da vittima a indagata per omicidio

Nonostante il dramma già vissuto, la tragedia per Valentina Pitzalis continua, perché Roberta Mamusa, madre di Manuel Piredda, l’accusa di aver ucciso il suo ex marito. Nel 2016 i suoi legali presentano una prima denuncia nei confronti di Valentina che però viene archiviata. La donna apre anche una serie di pagine facebook dalle quali accusa Valentina di aver mentito e di aver orchestrato un piano per uccidere l'ex marito. Si arriva così alla presentazione di una seconda denuncia: Pitzalis viene indagata per omicidio volontario e viene riesumato il corpo di Piredda alla ricerca di ferite da armi da fuoco, come diceva una perizia allegata, ma non se ne trovano. La donna viene intercettata per mesi e non si trova nessuna traccia del piano diabolico.

Intanto a settembre scorso Mamusa viene condannata per diffamazione nei confronti di Valentina: una multa di 800 euro e un risarcimento da quantificare, ma con subito una provvisionale di cinquemila euro. Poi la procura chiede l'archiviazione.

Valentina Pitzalis: “Costretta a pagare 98mila euro di spese legali. Contro di me una campagna d’odio feroce”

Il 1° ottobre di quest’anno l’incubo è terminato con il GIP che ha liberato Valentina dalle accuse, ma ora ha ancora un ultimo ostacolo da superare per mettersi tutto alle spalle. “Dopo tutto quello che ho passato non sono in grado di supportare le spese legali che ho affrontato anche se ho vinto la causa, perché la controparte si è dichiarata nullatenente e non si è arrivati a un processo. Tutte le spese sostenute, che ammontano a circa 98mila euro, dovrei pagarle io”, ha raccontato la donna ospite di Silvia Toffanin a Verissimo: “Da sola non riuscirò mai a sostenerle, però l’associazione ‘Fare del bene Onlus’ ha attivato una campagna, che partirà dal 25 novembre, dal nome ‘Aiutiamole’ e che quest’anno ha deciso di sostenermi per aiutarmi a chiudere definitivamente i conti con il passato. Ringrazio tutti quelli che mi vorranno aiutare”.

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