Domenica, 7 Marzo 2021
L'intervista

Boom di interventi estetici durante le feste natalizie: “Così isolamento e smart working favoriscono l’aumento delle richieste”

Erik Geiger, specialista in chirurgia plastica e medicina estetica, racconta a Today le ragioni di un fenomeno che, dalla fine del primo lockdown a oggi, è in costante ascesa

Tra i milioni di italiani che attendono lo scoccare della fatidica mezzanotte come graditissimo sipario temporale da calare sull’annus horribilis, c’è chi si adopera per concluderlo in bellezza. Letteralmente. Già, perché nell’ultimo scorcio di questo assurdo 2020 segnato dalla pandemia e dalla serie infinita di ripercussioni sanitarie, sociali, economiche che ne sono derivate, la medicina estetica sta registrando uno stupefacente incremento di richieste inatteso anche dagli stessi professionisti del settore. È l’altra faccia della medaglia, l’altro aspetto di un momento storico che se da un lato sconvolge la vita di determinate categorie di lavoratori, per un diverso  versante allarga il campo di attività oggi particolarmente richieste. Ma quali sono i motivi sottesi alla scelta di sottoporsi proprio in questo periodo a un ritocco estetico? Quanto il cambio di abitudini innescato dall’emergenza sanitaria sta incidendo sulla volontà di prendersi cura della propria immagine come mai prima d’ora?

Ne abbiamo parlato con Erik Geiger, medico specialista in chirurgia plastica e medicina estetica, che ci ha spiegato il fenomeno di un trend in netta ascesa soprattutto durante l’ultimo scorcio di un anno tanto atipico, segnato com’è dalla necessità di limitare al massimo la normale vita sociale per contenere il contagio da Covid-19, dallo smart working in costante diffusione, da una diversa percezione della propria fisicità maturata in un certo lasso di tempo e adesso sottoposta all’intervento di uno specialista.  

Chirurgia estetica, perché stanno aumentando le richieste di interventi estetici

“Un boom di questo tipo è stato registrato già dalla fine del primo lockdown e non ce lo aspettavamo” spiega il dottor Erik Geiger a proposito dell’aumento dei pazienti che si sono rivolti a un medico specialista per migliorare la propria immagine negli ultimi mesi. Pazienti già fidelizzati e abituati a questo tipo di trattamento, ma non solo, perché numerosi sono coloro che proprio adesso hanno deciso di sottoporsi a un ritocco estetico per la prima volta: “A mio avviso questo è dovuto a diversi aspetti” - racconta Geiger - “Al fatto che le persone abbiano avuto più tempo da dedicare a loro stessi, stando a casa e magari notando degli in estetismi, ma anche all’impossibilità di poter programmare nel lungo periodo, aspetto che ha aiutato le persone a prendere una decisione al momento”.

Il pensiero, dunque, sembra essere mosso da un ‘carpe diem’ che spinge a non procrastinare più ciò che può essere fatto oggi: “Prima le visite, gli interventi, erano programmati a distanza di mesi, ora chi viene vuole operarsi subito”, conferma Geiger, comunque fermo nel comprendere, prima di intervenire praticamente, quale sia stato il processo psicologico che ha portato i pazienti a voler intervenire sulla loro immagine. A questi elementi, poi, si aggiunga il fattore ‘risparmio’ che qualcuno, continuando a lavorare durante il lockdown con lo smart working, è riuscito a raccogliere mettendo da parte i soldi che prima spendeva tra benzina e mezzi di trasporto, pranzi, cene di lavoro.

L’attuale periodo natalizio, poi, segnato dalla straordinaria di necessità di mantenere il distanziamento sociale, pare essere particolarmente favorevole per agevolare le terapie in questione: “La circostanza che le persone abbiano meno possibilità di relazionarsi con il mondo esterno incide molto”, aggiunge Geiger: “Le persone decidono di operarsi sotto le feste perché tanto non hanno occasione di muoversi, di viaggiare come magari facevano negli anni passati a Natale e Capodanno, e devono restare a casa con marito e figli da cui non hanno problemi nel farsi vedere nel decorso operatorio”.

E non manca neppure chi decide di mettere sotto l’albero di Natale dei trattamenti estetici come gradito dono, più o meno implicitamente richiesto: “Soprattutto trattamenti di medicina estetica non invasivi, come le famose punturine”, racconta Geiger: “Ho notato che la possibilità di stare più insieme ha incrementato il dialogo in alcune coppie che adesso condividono di più disagi e desideri e confidano con maggiore sincerità di volersi sottoporsi a un trattamento… Così qualche marito accontenta la moglie”.

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Il concetto di ‘bellezza’ nell’era del Covid

Ma durante questi mesi legati al Covid è cambiato in qualche modo il concetto di bellezza fisica? L’uso della mascherina, ad esempio, ha inciso sulla rilevanza di questo o quel dettaglio espressivo su cui prima, magari, ci si soffermava meno?  “Senz’altro l’uso della mascherina porta le persone a dare più risalto agli occhi, alle cosiddette zampe di galline. Spesso è causa di un effetto occlusivo, per cui la gente nota le rughe sotto gli occhi. Di certo, quindi, insieme agli altri trattamenti, sono aumentate le richieste di interventi sulle parti più visibili che prima non si registravano, considerando anche la mancata frequente idratazione della pelle e il continuo soffocamento dei tessuti causati dal dispositivo”, argomenta l’esperto: “Più che cambiare il concetto di bellezza, sono cambiate le richieste legate alla medicina e alla chirurgia estetica”.

Un approccio in netta espansione, dunque, tra le donne che restano percentualmente più numerose, ma anche tra i signori uomini che sempre più di frequente si rivolgono al medico estetico: “Anche loro sono entrati nell’ottica delle idee che ci si può curare senza stravolgersi”, precisa Geiger: “Anche loro hanno capito che si può accompagnare l’invecchiamento con trattamenti che non siano invasivi ma curativi e preventivi”.

L’importanza dei social

Tuttavia, nonostante l’aumento delle richieste, il dottor Geiger spiega come resti fondamentale valutare la portata dell’intervento voluto dal paziente e, nel caso si valuti come inopportuno, il rifiuto di eseguirlo. Sotto questo punto di vista, pare che i social network abbiano un ruolo determinante. “Sotto questo aspetto i social hanno fatto un grande lavoro di selezione: prima una visita terminava con il chirurgo o il medico che mostravano alcuni lavori per far capire il senso estetico di quello che sarebbe il risultato del  trattamento”, chiarisce l’esperto: “Oggi, grazie ai social, le pazienti vanno da questo o da quel chirurgo perché già sanno che fa esattamente ciò che vogliono, interventi ‘esagerati’ o solo mirati al concetto di anti-aging. In sostanza, si tende sempre meno a dire di no perché sono diminuite le richieste in questo senso, le pazienti sanno già cosa ti possono chiedere e cosa no. Ma va detto che quando una paziente si sente dare una motivazione medica a quel no arrivano anche a ringraziare”.

I consigli di bellezza

E ora che l’inverno sta per iniziare ufficialmente e lo smart working continuerà ad essere il metodo di lavoro preponderante ancora per molto, è utile mettere in pratica qualche consiglio da inserire nella propria routine di bellezza. “Il primo è idratare tanto la pelle, ma è sempre importante rivolgersi a uno specialista che possa suggerire quale sia la crema giusta e dare indicazioni soggettive a ognuno”, spiega il dottor Geiger: “Oggi i cosmetici hanno tanti ingredienti all’interno: il rischio è affidarsi a una crema magari consigliata da un’amica che poi può rivelarsi dannosa sulla nostra pelle. Inoltre, cambiare creme, arieggiare gli ambienti in cui si lavora è molto importante per la salute della pelle”.  

Quali sono gli ingredienti a cui prestare attenzione leggendo l’etichetta dei prodotti di bellezza? "L’etichetta sui cosmetici ci riporta l’INCI, la denominazione internazionale utilizzata in riferimento agli elementi contenuti. Ebbene, oggi bisogna prediligere il bio, i prodotti naturali. Non consigliamo mai qualsiasi cosa che contenga siliconi, petrolati, conservanti. Quanto a quelli da prediligere, sì ad acido ialuronico, collagene. Attenzione al retinolo che va usato con moltissima prudenza,  perché una percentuale elevata su una pelle sensibile può creare infiammazioni e un’esposizione al sole anche minima macchiare la pelle. Vitamine, oli e una corretta alimentazione oltre alla necessità di bere molto almeno un litro e mezzo di acqua al giorno sono altre buone e sane abitudini come quella di alzarsi ogni tanto per contrastare cellulite e far riattivare microcircolo e drenaggio linfatico per chi lavora in smart working.

(Sotto Erik Geiger, specialista in chirurgia plastica e medicina estetica)

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