Perché pubblicare il “lato b” su Instagram è la morte dell'erotismo

Lati b con sfondo marino, lati b ritoccati, lati b con citazione filosofica: quest'estate i social sono una gallery di foto osé. E l'indigestione di 'prove costume' sta uccidendo la poesia. Perché la linea di confine tra provocazione ed elemosina (del 'like') non è mai stata così sottile

(Crediti foto: Justine Mattera Instagram)

Avete presente il video di 'Rock Dj', quello in cui Robbie Williams - all'epoca vero e proprio sex symbol non ancora impalmato dalla moglie Ayda Field - si spogliava nudo fino a strapparsi le viscere per attirare lo sguardo di una ragazza? Era il 2000 e da allora sono passati 19 anni e tanta acqua sotto i ponti, così tanta che oggi, nell'estate del 2019, siamo diventati tutti un po' Robbie, anche se la nostra vita è banale come un vecchio fotoromanzo e noi siamo tutt'altro che icone di trasgressione. Lo dimostrano questi lunghi e caldi mesi estivi, che tutti stiamo trascorrendo tra un post di Instagram e l'altro, alla 'poraccissima' ricerca di un 'like' che attesti la riuscita della nostra 'prova costume'. Tutti intenti a strapparci di dosso un vestito dopo l'altro, a pubblicare lato a, lato b, lato c, con incessante e straziante sete di esibizionismo. E con buona pace del sublime vedo-non-vedo, e di quella malizia che dovrebbe essere gioco languido di seduzione e non spiattellamento noioso della carne. 

Volendo ricorrere ad un semplice gioco di parole, potremmo dire che ormai Instagram non ha più filtri. I social pullulano di 'lati b'. Non solo quelli blasonati dei personaggi dello spettacolo, ma anche della nostra vicina di pianerottolo, che ha passato l'inverno in palestra ed ora è lì a chiederci di cliccare sulle sue natiche per avere un 'mi piace' in più e sghignazzare morbosamente di fronte allo schermo dello smartphone. Ma c'è differenza tra trasgressione e misera ricerca di attenzione. E la linea di confine che separa la provocazione dall'elemosina (del 'like') non è mai stata così sottile. Siamo, insomma, di fronte all'assassinio dell'erotismo.

Cinquanta (e oltre) sfumature di lati b, da quello 'in posa' a quello 'corredato di frase filosofica'

In termini economici, potremmo dire che l'offerta sta superando la domanda. Culi in posa, Culi con sfondo di mare, culi abilmente modificati e levigati con 'effetto contrasto' e tasto 'ridimensiona', culi ritoccati talmente tanto che persino la barca inquadrata all'orizzonte ormai è diventata così distorta da avere la poppa a prua (sono i cosiddetti 'culi patologici', perché, se modificate il lato b così tanto da deformare voi stessi, quell'immagine non siete più voi, ma è solo la rappresentazione distorta di ciò che credete di essere/ che volete far credere di essere al prossimo; quindi vi farebbe bene un po' di sana psicoterapia). E ancora, culi leggermente orientati verso l'alto, con esemplare gioco di gambe, affinché nella foto venga totalmente espugnato il cedimento dovuto alla forza di gravità. Poi ci sono i mitici culi corredati da una frase poetica che ne giustifichi la pubblicazione, perché scrivere "è dichiaratamente un culo" pare brutto. Infine, da qualche settimana, sono arrivati loro: i culi completamente nudi. Della serie: più di questo, che cosa altro è rimasto da scoprire? E' qui che torna l'immagine di Robbie, costretto a strapparsi persino gli organi interni per ottenere l'attenzione dalla snobissima disk jockey. 

Solo nella giornata di oggi, si contano due natiche al vento. E no, stavolta non si tratta dell'habitué Belen Rodriguez, né dell'esplosiva Diletta Leotta. Stiamo parlando di quelle di Cristian Imparato, ex bambino-prodigio di 'Io Canto', oggi riconvertito ad un profilo Instagram seducente dopo la partecipazione al Grande Fratello. E quello di Niccolò Presta, figlio del manager dei vip Lucio, che scruta l'orizzonte dando le spalle (e il fondoschiena marmoreo) alla fotocamera. E papà apprezza: "Ero sicuro, ho vinto io!", scrive l'agente, alludendo probabilmente ad una scommessa hot. Ma un censimento sulla popolazione italiana non farebbe altro che confermare che, durante quest'ultima estate, nel target compreso i 15 e i 50 anni, un buon 60 per cento dei cittadini non ha resistito all'isterica tentazione di condividere le nudità urbi ed orbi.

Adesso, però, cari fomentatori della carne, siamo arrivati alla saturazione. Sbattere in faccia le pudenda ne ha rovinato la poesia. I lati b ormai non sono più l'eccezione di eccitanti trasgressori, ma sono la regola: sono diventati abitudine, routine, e - come saprete - non c'è niente di più noioso della routine. Forse è arrivato il momento di togliere la carne dalla vetrina di quella macelleria dell'esibizionismo che è diventato Instagram, ed esporre prodotti un po' più ricercati, meno primitivi. Non basta più il filtro speciale, né la ricerca di una posa "artistica" (sigh!). Forse serve tornare all'osso di tanta carne, e cominciare a snobbare quell'Instagram maledetto che negli ultimi anni ci ha costretti a parlare per immagini, rendendo i nostri album delle vacanze un taroccamento mal riuscito di Postalmarket.   

In basso, dall'alto, Cristian Imparato e Niccolò Presta (Crediti foto: Instagram)

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