Mercoledì, 14 Aprile 2021

Donatella Versace racconta il periodo più buio: "Così mi salvai dalla cocaina”

Al sito di moda Ssence la stilista ha raccontato il momento più difficile della sua vita

Donatella Versace

I riflettori del mondo dello spettacolo illuminano solo il bello, l’immagine migliore dei suoi protagonisti che difficilmente mostrano debolezze e lati bui.  

Ma Donatella Versace nell’intervista rilasciata al sito di moda Ssence, ha fatto cadere il velo dell’apparenza, raccontando la versione di un passato segnato dal dolore per il lutto del fratello Gianni, dalla dipendenza dalla cocaina, dalla responsabilità di portare avanti un’azienda con un nome così importante.

"I rari momenti in cui rimanevo sola con la mia dipendenza, mi rendevo conto di essere molto, molto malata. Alcune sere non mi controllavo più e mi umiliavo davanti ai miei figli. L'odio che provavo verso me stessa aumentava di giorno in giorno” ha spiegato la stilista che dopo la morte del fratello Gianni, avvenuta a Miami il 15 luglio 1997, si è ritrovata a rappresentare la casa di moda che lui aveva fondato.

"Ero il nuovo volto di Versace… Chi avrebbe voluto indossare gli abiti ideati da una designer debole, instabile, che perde la testa a causa della droga e si auto-commisera? Nessuno! Così ho creato una Donatella distante, aggressiva, spaventosa" ha ammesso ancora la designer che così ha iniziato a costruirsi una maschera fatta di trucco pesante, di capelli biondissimi e di chirurgia estetica: "Avevo l'impressione che tutto il mondo mi guardasse con i coltelli negli occhi, ho creato una maschera per proteggermi, non volevo che nessuno capisse le mie emozioni".

Dalla cocaina, oggi, Donatella ne è uscita grazie al suo amico Elton John che, un giorno, le fece trovare un jet privato diretto verso un centro di disintossicazione in Arizona, dove è rimasta per 5 settimane.

"La dipendenza ha lo stesso effetto su tutti. Peggio delle crisi di astinenza è lo choc che si vive quando si torna nella realtà. La droga mi ha impedito di vedere quante cose brutte ci fossero attorno al business della moda” ha aggiunto ancora, per poi svelare un incubo ricorrente nei primi periodi dopo la sua morte: "Nel sogno compare sempre Gianni che mi grida 'Donatella, che cosa sono questi vestiti orribili? Dovrebbero essere firmati Versace? Come hai potuto dimenticare tutto ciò che ti ho insegnato?'. Poi prende gli abiti e li butta via. Grazie a Dio ormai faccio raramente quest'incubo".

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