Meghan è incinta, ma la regina Elisabetta vieta il termine che la riguarda: “E’ volgare”

Secondo fonti ufficiose, alla sovrana sarebbe molto sgradito il termine "pregnant", ovvero "incinta". Ben altro è il modo di riferirsi alla gravidanza quando si è al suo cospetto... Con buona pace di Meghan

La regina Elisabetta

Rivolgersi a Sua Maestà la regina Elisabetta non è cosa da poco conto, e coloro che hanno il privilegio di trovarsi a cospetto della sovrana sanno bene che occorre prepararsi a dovere prima di cotanto incontro.

Tuttavia, se tutta una rigorosa serie di regole è chiaramente prevista dal cerimoniale, ufficiose sono le fonti che affermano come davanti a Elisabetta II non possano essere pronunciate alcune parole perché sgradite ad orecchio regale.

Tra i termini più invisi alla sovrana, pare sia contemplata anche la parola “pregnant”, ovvero incinta, vocabolo che più di altri in questo periodo si addice molto alla sua famiglia, vista la dolce attesa della nipote acquisita Meghan Markle.

Come racconta Reader's Digest, la regina ritiene la parola  plebea e volgare, e indirettamente ne avrebbe vietato l'utilizzo a tutta la royal family.

Ma se non usa la parola "incinta" per descrivere le persone che sono, di fatto, in gravidanza, quale definizione sarà quella appropriata al linguaggio “elisabettiano”? Secondo i ben informati, Sua Maestà si riferisce alle donne incinte con la locuzione “in the family way”, che più o meno potrebbe risuonare come “mettere su famiglia”, a parere suo che sposa un modo di dire della buona società risalente al 17esimo secolo, più signorile.

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Le parole non gradite dalla regina Elisabetta

Ma il termine “pregnant” non sarebbe l’unico sgradito all’orecchio della sovrana.

Nel libro Watching the English dell'esperta di etichetta e royal family Kate Fox, sono elencati altri termini che Elisabetta II proprio non tollera perché triviali.

I francesismi, per esempio, sembra a causa dei conflitti del passato fra Francia e Inghilterra, come per esempio toiletpardon eau de toilette. Allora meglio lavatory per indicare il bagno, sorry per scusarsi e scent per indicare il proprio profumo preferito.

A una cena di gala, una portata non va chiamata portion, ma helping, gli ospiti non si accolgono nella living room o lounge bensì nella sitting room o drawing room. Proibito anche l'uso dell'aggettivo posh a cui va preferito il più raffinato smart. 

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