Tutte in minigonna: la protesta delle studentesse francesi per dire no al sessismo

“Vestitevi normalmente e andrà tutto bene” è il monito che il ministro dell’Istruzione francese Jean-Michel Blanquer ha rivolto alle ragazze protagoniste di una campagna social a suon di selfie con gambe e ombelichi scoperti

Stidentesse in minigonna (foto da Twitter)

In queste ore decine e decine di gambe si muovono scoperte da minigonne nelle strade di Francia. Lungi dall’essere una scelta collettiva dettata dalle tendenze modaiole del momento, le studentesse stanno indossando il capo di abbigliamento in questione come simbolo di protesta contro l’idea che andare in giro e a scuola con determinati abiti sia indice di maleducazione o abbia come obiettivo la provocazione sessuale. Sui social è nato così lo spazio virtuale riempito dalle ragazze a colpi di foto e selfie, per richiamare l’attenzione sull’abbigliamento scelto a partire dal primo giorno di scuola e, con gli hashtag #liberationdu14 - #Lundi14Septembre - #14septembre, scollature e ombelichi sono protagonisti di una rassegna volta a far capire come la libertà di decidere cosa indossare non possa essere limitata da stereotipi sessisti.

“Vestitevi normalmente e andrà tutto bene”

“Invece di coprire noi, educate i vostri figli” è stato poi il coro unanime che le giovani donne hanno rivolto al ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer che le invitava a vestirsi “normalmente e andrà tutto bene”, alimentando il malcontento di una generazione già arrabbiata per gli ultimi episodi che hanno riguardato, manco a dirlo, delle donne.

Prima la 22enne respinta all’ingresso del Museo d’Orsay a Parigi perché il personale di servizio ha ritenuto troppo il suo abito troppo scollato; prima ancora un’altra ragazza bloccata all’entrata di un supermercato perché l’agente di sicurezza la riteneva poco vestita… Insomma, tanti e troppo frequenti sono stati negli ultimi tempi gli episodi che hanno riguardato la fisicità femminile, considerata una sorta di colpa da coprire sotto strati e strati di stoffa che adesso le ragazze, provocatoriamente, riducono e non solo per le calde temperature estive. “I ragazzi possono vestirsi come vogliono, mentre noi veniamo costantemente riportate alla questione della sessualità”, spiega qualcuna. E, in effetti, un uomo in calzoncini corti e canotta non è mai stato additato quale malizioso provocatore da ammonire.  

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